Depressione pasquale? No grazie

di Valentina Cervelli Commenta

Depressione pasquale? No grazie. Questo disturbo, sempre presente, può aggravarsi o rischiare di colpire più persone seppure brevemente quando le feste si avvicinano. E’ importante reagire e non lasciarsi abbattere dai pensieri negativi.

Non sempre è facile farlo e spesso rischiamo di metterci sotto pressione più di quanto sarebbe socialmente accettabile. Ciò non toglie che fare di tutto per combattere quella che può essere definita depressione pasquale è primario sotto ogni punto di vista. Prima cosa: non è giusto farci del male inutilmente. Se già la vita è difficile da affrontare, il minimo che possiamo fare per noi stessi è quello di combattere contro qualsiasi cosa rischi di buttarci giù: è la classica situazione nella quale è necessario “cadere” lottando con tutte le forze.

Attività e impegni possono aiutarci a scacciare i pensieri cattivi: uno dei pregi dell’occupare il proprio tempo è proprio questo. Se la mente è concentrata a fare qualcosa, soprattutto qualcosa che piace, difficilmente si farà distrarre da tristezza o “aspettative” mancate. E la Pasqua in tal senso può offrire distrazioni a iosa: a partire dal tempo passato con i parenti fino ad arrivare alla Pasquetta fuori porta con gli amici.

Il punto è uno: in concomitanza con le feste si tende a fare dei bilanci che spesso lasciano insoddisfatti e che si adeguano malamente al consentire alla persona di trascorrere del tempo in modo sereno. Il vero trucco per combattere la depressione pasquale è rendersi conto che si è validi e meritevoli a prescindere dai propri ritmi e traguardi.

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