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  • 02
  • dic
  • 2009

Ipnotizzare con il corpo

talking

Molto spesso dobbiamo confrontarci con delle persone in situazioni difficili: ad esempio, i nostri interlocutori possono essere nervosi e aggressivi. Esiste però il modo di allentare lentamente la tensione accumulata, grazie all’ipnosi non verbale.

Il nostro corpo può infatti entrare in sintonia con il nostro pubblico e successivamente cercare di guidarlo, grazie a messaggi “nascosti”, ma altamente efficaci. Il linguaggio non verbale è uno strumento di cui spesso siamo inconsapevoli, eppure ha un peso molto importante nella comunicazione tra individui.

I segnali del corpo infatti non vengono vagliati dalla nostra mente in modo razionale, ma si rivolgono direttamente all’inconscio e alle emozioni, superando così le nostre abituali difese intellettuali. Stimolando una risposta fisica, possiamo così indurre in altre persone un clima di maggiore sintonia.

Immaginiamo ad esempio di essere ad una riunione o ad una cena dove tutti i partecipanti sembrino annoiati e stanchi, creando un clima amorfo e addirittura imbarazzante. Possiamo provare a ribaltare la situazione, prendendo l’iniziativa: cerchiamo di contagiare il gruppo con la nostra vitalità, gesticolando, parlando con un tono di voce leggermente più alto, riducendo le distanze. Ad esempio, appoggiamo la mano sulla spalla di qualcuno mentre raccontiamo un aneddoto divertente: un gesto di amicizia contribuirà a scaldare l’atmosfera. Per rendere tutto più facile, iniziamo ad utilizzare queste strategie con le persone che sembrano più aperte alla comunicazione.

Se invece in ufficio una collega è in preda all’ira oppure un amico reagisce in modo sproporzionato ad un piccolo sgarbo, cercare di riportare la calma non è un’impresa semplice. Tuttavia distendere il clima è possibile. Entriamo inizialmente in sintonia con la persona nervosa, adottando atteggiamenti concitati, per poi sfumare gradatamente verso toni di voce e comportamenti più rilassati. In questo modo l’altra persona rispecchierà il nostro comportamento e si tranquillizzerà lentamente. Attenzione ai particolari: ad esempio, se rallentiamo il ritmo del respiro, anche il nostro interlocutore sarà indotto a are lo stesso.

Dobbiamo convincere qualcuno della bontà delle nostre idee? Il momento migliore per sferrare il nostro “attacco” è l’istante in cui osserviamo un abbassamento dell’attenzione. Se vediamo qualcuno con lo sguardo perso nel vuoto, che gioca con una biro, che si tocca continuamente i capelli, è il momento di sottolineare con forza le nostre argomentazioni, osservando la persona negli occhi e gesticolando in modo adeguato.

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