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  • 16
  • ago
  • 2010

No all’incubo del peso

Di Chiara, in Mente e Corpo, Psicologia.

Ci è arrivata addosso la stagione del costume  da bagno e c’è da giurare che la gran parte delle signore si dedicherà, più ferocemente del solito, a ogni sorta di privazione alimentare per rispondere alla imperiosa esigenza di essere magre. Più magre possibile.

Secondo le statistiche circa il 90% delle donne sarebbe convinto di pesare troppo; ogni giorno il 25% delle donne decide di ricominciare una dieta più volte iniziata, interrotta, ripresa o conclusa. Le cronache, poi, ci informano di giovani che per inseguire la magrezza mettono addirittura in pericolo la vita.

Alla luce di questa situazione, è sempre più evidente che dietro alla frenesia del corpo magro ci sono spinte ben diverse dal desiderio di piacere, dal bisogno di sentirsi belle e attraenti. Gli uomini, ipotetici destinatari di tanti sforzi, sembrano poco interessati ai corpi sottili, al contrario in molti continuano a preferire le dolci rotondità muliebri in ricordo del paradiso perduto delle forme materne. La fiera risposta che viene data a questa obiezione è che le donne fanno tanti sacrifici per piacere a se stesse, non per un antiquato bisogno di compiacere gli altri. Ma nelpiacere di sè dovrebbe esserci un tratto di godibilità e divertimento. Invece l’ossessione per la magrezza è solo sofferenza e sacrificio. Così si reintroduce il passato nel presente. In cosa saremmo cambiate rispetto alle nostre madri? Loro, le donne passive di una volta, erano supine ai desideri maschili, l’uomo era il padrone e a lui dovevano obbedienza; noi invece, che ci sentiamo moderne e liberate, siamo padrone di noi stesse, ma questo nuovo dominio risulta, paradossalmente, più intransigente di quello da cui ci siamo affrancate.

Misteriosi poteri comandano sul nostro corpo e sui nostri desideri: la vecchia idea di peccato e di colpa legata alla sessualità femminile si è ora spostata sul cibo. L’estetica ha sostituito l’etica. Non è per inseguire la bellezza che ci affamiamo, ma per esercitare la nostra irriducibile tendenza all’obbedienza che, da quando ci siamo anticipate, sembra non aver altro destinatario che il nostro masochismo. Il corpo, che con l’età prende qualche chilo e qualche ruga, è diventato fonte di inquietudine e di scontentezza permanenti.

Tutti i propositi di libertà femminile rischiano di naufragare perchè, dopo aver sconfitto gli avversari esterni, rischiamo di soccombere a più subdoli nemici interni. Bisognerà che le donne, complice la libertà e i rinnovati propositi, si attrezzino per conquistarsi il diritto a star bene. D’estate come d’inverno. Per questo ci vorrà il coraggio di avere più peso: sociale e corporeo. E pazienza se la prova costume non è stata delle migliori.

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Commenti:

E' stato scritto un commento su "No all’incubo del peso"

  1. [...] Incubo che non rappresenta però un segno di debolezza, tutt’altro dimostrerebbe che la giovane donna ha una buona capacità di coping, ovvero riesce a gestire positivamente lo stress, conosce i suoi limiti e non ostenta una sicurezza finta. [...]



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