Come combattere la solitudine

La solitudine è una delle più grandi paure degli essere umani, e può essere rappresentata con una foto in bianco e nero, come combatterla? Purtroppo non dipende sempre da noi se abbiamo persone intorno o meno, ma soprattutto, vi siete mai chiesti perché abbiamo così tanto bisogno di relazionarci con le persone? È nella nostra natura.
Alcuni metodi per non sentirsi soli sono: tenersi impegnati con la “cultura” e quindi leggere, andare al cinema, al teatro, ai concerti, alle mostre etc; conoscere persone nel “mondo virtuale” e quindi sul web, passando da chat, forum, social network, blog e altro; frequentare posti affollati, cercando di fare nuove conoscenze; comprarsi un cane, un gatto o un altro animale, che compensano la mancanza fisica di una persona.
Vi siete chiusi dentro voi stessi e non riuscite a evadere dal vostro stato? Isolarsi dalla società non fa che aggravare la situazione, ma in questi casi occorre reagire e cercare un senso almeno per se stessi. Sono proprio in questi momenti in cui bisognerebbe tirare fuori la propria autostima e esplorare nuovi stimoli.
La cosa più importante che dovete ricordare, è di non aggrapparvi alla prima persona che vi dimostra interesse, cioè, valutate almento il tipo di rapporto che si sta creando e se veramente anche per voi risulta una figura piacevole da avere accanto, sia che fosse amicizia o amore. Essere soli non vuol dire non essere felici e non sempre è una situazione negativa.
Crollare mentalmente porta a essere deboli anche di fisico, è se non reagite, sprofonderete senza più riprendervi. Mettetevi in moto, sia fisicamente che mentalmente e cercate di rendere attiva la vostra giornata, vedrete che con il tempo la solitudine non sarà più un peso, ma una compagna di vita.
E se si dice, quando meno te l’aspetti arrivano le cose che hai sempre desiderato, il più delle volte è vero!




7 Commenti
Teatri, Cinema….da soli? Rimane la sera, quando si lavora. Sono donna e, con cognizione di causa, vi dico che non la vedo per niente al sicuro una donna che gira da sola la sera. Senza considerare la tristezza di non poter condividere le emozioni che la performance di turno procura, soli sulla propria sedia o poltrona, soli prima e dopo. Sempre con cognizione di causa, non vedo bene neanche una donna che il fine settimana se la gira sola soletta. Se ti iscrivi da qualche parte sei TU iscritta da sola, gli altri, se non sono in coppia, sono presentati da qualcuno ed inseriti ed è un miracolo se tu solinga hai l’occasione di condividere una semplice esclamazione. Chi si presenta da solo come te ha qualcuno da cui tornare da qualcha parte, lo intuisci a pelle (noi soli abbiamo una sorta di sesto senso) ed è lì solo per la cosa in sè, non anche per socializzare.
Chat, contatti vituali? Ma davvero!? Qua non ti puoi fidare neanche del vicino di casa che, se gli fai un sorriso, lo interpreta come una porta aperta a chissacchè, figurati nel virtuale! E, se è una donna come te, magari ci scambi due parole due e poi chi s’è visto s’è visto. Sbam! Si chiude la porta di casa e fine della conversazione. E non mi dite che bisogna sapersi gestire, perchè sapete benissimo che è una cavolata enorme questa: noi soli siamo bravissimi a gestire la nostra vita e lo saremmo anche a gesitre una vita di relazione, se ci fosse concessa.
Perchè ad una persona sola viene richiesto di fare degli sforzi pure pericolosi per uscire dalla sua solitudine? Il fatto di essere soli non lo si deve pagare con tanta fatica e tanto rischio.
Il fatto è che non sapete cosa dire di fronte alla solitudine, quella vera, dove senza tua colpa resti senza famiglia, dove senza tua colpa resti senza amici perchè le circostanze della tua vita, non la tua volontà, hanno determinato questa situazione.
Dall’alto del vostro pulpito, in cui certo non soggiornate da soli, suggerite a noi soli di fare delle cose che voi, una volta soli, non fareste mai, con la serena consapevolezza che difficilmente sarete chiamati a farlo, perchè difficilmente vi ritroverete così soli.
La verità è che la solitudine, quella vera sempre, non solo interiore, ma fisica (e di quest’ultima, guarda caso, ho visto che si parla ben poco o per nulla) vi fa paura e vi mettete a posto la coscienza o la sturmentalizzate cogliendo l’occasione propizia per propinare consigli ad effetto kamikaze, ancora più destabilizzanti: se lo sforzo che voi pretendete è insostenibile per me, sono io l’incapace, quindi la solitudine è una colpa solo mia!
La soluzione dello spinoso problema della solitudine non può essere demandato al singolo, è ad altri livelli. In una società che non fosse forsennatamente istigata a disperdere i valori umani come spazzatura e ad additare “il diverso” come rifiuto tossico il problema della solitudine sarebbe, se non inesistente, sicuramente molto mitigato.
Il problema non è di noi soli, il problema è sociale, culturale e politico – cosa che viene completamente ignorata anche da voi – e noi “soli”, iniquamente, ne paghiamo un prezzo davvero troppo alto.
P.S. Ho dimenticato un’altra soluzione da voi proposta: “cane o gatto”.
Vi dico che da soli è impossibile occuparsi di un animale. Se lavori, se stai male, chi si prenderà cura della povera bestiola? Se stai male poi avresti pure bisogno di qualcuno che si prenda cura di te.
Ed anche questo lo affermo in base ad un’esperienza non riferita o immaginata, ma diretta, sulla mia pelle.
Cara Marina, le tue parole sono sacrosante verità. Non sai quanto ti capisco. Ora lavoro. Domani darò il mio contributo.
Cara Marina, sarà che io abito in una città non particolarmente grande, ma neanche scevra di pericoli. Tuttavia, mi sposto da sola spesso di sera. Quando vado in una città vicina (Siracusa) dove mi sento un po’ meno male (anche se sono sola), mi ritiro anche alle tre di notte. Forse sarò incosciente. E’ più dura la solitudine per chi ha conosciuto la dolcezza del menage a due. La mia vita fa schifo. Sono precipitata in un tunnel di disperazione, per tanti motivi che sarebbe troppo lungo spiegare. Prego Dio di mandarmi un infarto, o un brutto male. Tutto è preferibile all’angoscia di svegliarli da sola, il sabato, le domeniche, le feste. La mia famiglia abita in un’altra regione, il che senz’altro non migliora la mia situazione. Ho provato con la psicoterapia, i farmaci, gli amanti, i viaggi ma nulla è servito. Ora ho anche smesso di pregare e di credere in Dio. La mia vita è troppo dolorosa, le delusioni troppo concenti. Tranne un lavoro decente (ci mancava! Ho sempre studiato come una negra….) in me regna il nulla. Difficile accettare per un mio problema di salute la mancanza di un figlio. Ancora più difficile accettare che un figlio l’uomo della tua giovinezza, della tua vita lo ha fatto con un’altra (anche se è stato un incidente di percorso). Che beffa! Voglio raccontarvi un’ultima cosa, a costo di sembrare quella che sono: patetica. Per strada due anni fa, vidi un un bel ciocco di legno, lo presi sorridendo (mi ricordava la favola di Pinocchio), lo portai a casa, pensando che magari mi sarebbe stato di buon auspicio. Ma così non è stato …
la solitudine….pur se è uno dei doni che la vita ti impone e ti dona ti fortifica facendoti crescere, insegnandoti al meglio chi sei facendoti vedere e quasi toccare ogni tua più piccola sfumatura……….ma il rovescio della medaglia?……..a che prezzo tutto ciò……..è bene sì…di controparte la solitudine può consumarti…fino a mangiarti le ossa…tanto che a volte sembra di cadere…e ……..nn c’è ..nessuno che è pronto a sorreggerti….fortunatamente..ho fortificato il mio credo in Dio…che immancabilmente ti ricorda e con mano aggrazziata ti sostiene …cossicchè tu possa capire che il vero sostegno lo puoi cercare solo ed escliusivamente in Lui ed in te stesso…perchè in fondo chi ti accompagnerà fino all’ultimo dei tuoi giorni…è il ns io.
ho 24 anni, e soffro di solitudine da quando ne avevo 7, non ho amici, e non so che snificato ha, andare alle feste di 18 anni perchè non avendo avuto mai amici,non sono mai stata invitatà, mi mancano molto le amicizie.
mi manca andare anche a prendere un caffè con una amica, mi sento a disaggio davanti alle persone,e certe volte mi sembra, che diventi pesante,ripetendo sempre le stesse cose,e diventare, una scocciatrice, e da quando avevo 7 anni che parlo anche da sola,per me non c’è soluzione.
baci
isolata 86
@ emanuela:
Ciao Emanuela
capisco il tuo disagio ma non credo che rassegnarsi sia la scelta giusta.
Al contrario se ti rendi conto di vivere una vita diversa da quella che desideri dovresti impegnarti per migliorarla, anche perchè da quanto hai scritto il problema dura da anni.
Perciò esci e fai nuove amicizie, conosci gente nuova e cerca di dimostrarti più carina possibile con loro. Spesso basta fare amicizia con una persona o 2 per sentirsi meno soli e inoltre ti permetterà di conoscere i suoi amici e conoscenti, facendo meno fatica perchè almeno con loro non partirai da zero. Le relazioni interpersonali non sono così facili ma, visto come ti senti da anni, non credi che valga la pena tentare?