leonardo.it

Come combattere la solitudine

 
Luciana
24 ottobre 2009
51 commenti

Solo1 Come combattere la solitudine

La solitudine è una delle più grandi paure degli essere umani, e può essere rappresentata con una foto in bianco e nero, come combatterla? Purtroppo non dipende sempre da noi se abbiamo persone intorno o meno, ma soprattutto, vi siete mai chiesti perché abbiamo così tanto bisogno di relazionarci con le persone? È nella nostra natura.

Alcuni metodi per non sentirsi soli sono: tenersi impegnati con la “cultura” e quindi leggere, andare al cinema, al teatro, ai concerti, alle mostre etc; conoscere persone nel “mondo virtuale” e quindi sul web, passando da chat, forum, social network, blog e altro; frequentare posti affollati, cercando di fare nuove conoscenze; comprarsi un cane, un gatto o un altro animale, che compensano la mancanza fisica di una persona.

Vi siete chiusi dentro voi stessi e non riuscite a evadere dal vostro stato? Isolarsi dalla società non fa che aggravare la situazione, ma in questi casi occorre reagire e cercare un senso almeno per se stessi. Sono proprio in questi momenti in cui bisognerebbe tirare fuori la propria autostima e esplorare nuovi stimoli.

La cosa più importante che dovete ricordare, è di non aggrapparvi alla prima persona che vi dimostra interesse, cioè, valutate almento il tipo di rapporto che si sta creando e se veramente anche per voi risulta una figura piacevole da avere accanto, sia che fosse amicizia o amore. Essere soli non vuol dire non essere felici e non sempre è una situazione negativa.

Crollare mentalmente porta a essere deboli anche di fisico, è se non reagite, sprofonderete senza più riprendervi. Mettetevi in moto, sia fisicamente che mentalmente e cercate di rendere attiva la vostra giornata, vedrete che con il tempo la solitudine non sarà più un peso, ma una compagna di vita.

E se si dice, quando meno te l’aspetti arrivano le cose che hai sempre desiderato, il più delle volte è vero!

Articoli Correlati
Le ancore nella Pnl

Le ancore nella Pnl

Nella foto sopra vedete l’immagine di un’ancora. Che significato può darvi un’ancora e come può aiutarvi? Oggi vi spieghiamo il senso metaforico dell’ancoraggio, studiato, diffuso e eseguito nella Pnl e […]

Io valgo! Come farsi notare in ogni situazione

Io valgo! Come farsi notare in ogni situazione

Quante volte avete detto e pensato questa affermazione: Io valgo! Noi, come potete notare, abbiamo dedicato un intero blog al significato e contenuto di questa frase, che è immensa. Purtroppo il […]

Depressi? Trovate punti di riferimento

Depressi? Trovate punti di riferimento

Nello studio della Pnl (Programmazione Neuro Linguistica) di cui abbiamo già parlato in un nostro precedente articolo, vi è analizzato il sintomo della depressione, dovuto alla mancanza di punti di […]

La Talk Therapy: combattere l’insonnia parlando

La Talk Therapy: combattere l’insonnia parlando

Altro che tisane o farmaci: il rimedio più efficace per curare l’insonnia sono le parole. Lo rivela uno studio della Laval University in Quebec, pubblicato sul Journal of American Medical […]

Lista Commenti
Aggiungi il tuo commento

Fai Login oppure Iscriviti: è gratis e bastano pochi secondi.

Nome*
E-mail**
Sito Web
* richiesto
** richiesta, ma non sarà pubblicata
Commento

  • #1Marina

    Teatri, Cinema….da soli? Rimane la sera, quando si lavora. Sono donna e, con cognizione di causa, vi dico che non la vedo per niente al sicuro una donna che gira da sola la sera. Senza considerare la tristezza di non poter condividere le emozioni che la performance di turno procura, soli sulla propria sedia o poltrona, soli prima e dopo. Sempre con cognizione di causa, non vedo bene neanche una donna che il fine settimana se la gira sola soletta. Se ti iscrivi da qualche parte sei TU iscritta da sola, gli altri, se non sono in coppia, sono presentati da qualcuno ed inseriti ed è un miracolo se tu solinga hai l’occasione di condividere una semplice esclamazione. Chi si presenta da solo come te ha qualcuno da cui tornare da qualcha parte, lo intuisci a pelle (noi soli abbiamo una sorta di sesto senso) ed è lì solo per la cosa in sè, non anche per socializzare.
    Chat, contatti vituali? Ma davvero!? Qua non ti puoi fidare neanche del vicino di casa che, se gli fai un sorriso, lo interpreta come una porta aperta a chissacchè, figurati nel virtuale! E, se è una donna come te, magari ci scambi due parole due e poi chi s’è visto s’è visto. Sbam! Si chiude la porta di casa e fine della conversazione. E non mi dite che bisogna sapersi gestire, perchè sapete benissimo che è una cavolata enorme questa: noi soli siamo bravissimi a gestire la nostra vita e lo saremmo anche a gesitre una vita di relazione, se ci fosse concessa.
    Perchè ad una persona sola viene richiesto di fare degli sforzi pure pericolosi per uscire dalla sua solitudine? Il fatto di essere soli non lo si deve pagare con tanta fatica e tanto rischio.
    Il fatto è che non sapete cosa dire di fronte alla solitudine, quella vera, dove senza tua colpa resti senza famiglia, dove senza tua colpa resti senza amici perchè le circostanze della tua vita, non la tua volontà, hanno determinato questa situazione.
    Dall’alto del vostro pulpito, in cui certo non soggiornate da soli, suggerite a noi soli di fare delle cose che voi, una volta soli, non fareste mai, con la serena consapevolezza che difficilmente sarete chiamati a farlo, perchè difficilmente vi ritroverete così soli.
    La verità è che la solitudine, quella vera sempre, non solo interiore, ma fisica (e di quest’ultima, guarda caso, ho visto che si parla ben poco o per nulla) vi fa paura e vi mettete a posto la coscienza o la sturmentalizzate cogliendo l’occasione propizia per propinare consigli ad effetto kamikaze, ancora più destabilizzanti: se lo sforzo che voi pretendete è insostenibile per me, sono io l’incapace, quindi la solitudine è una colpa solo mia!
    La soluzione dello spinoso problema della solitudine non può essere demandato al singolo, è ad altri livelli. In una società che non fosse forsennatamente istigata a disperdere i valori umani come spazzatura e ad additare “il diverso” come rifiuto tossico il problema della solitudine sarebbe, se non inesistente, sicuramente molto mitigato.
    Il problema non è di noi soli, il problema è sociale, culturale e politico – cosa che viene completamente ignorata anche da voi – e noi “soli”, iniquamente, ne paghiamo un prezzo davvero troppo alto.

    14 feb 2010, 14:54 Rispondi|Quota
    • #2Patrizio

      Ciao Marina ho letto le tue parole e le trovo veramente profonde e intelligenti.

      21 giu 2013, 22:29 Rispondi|Quota
  • #3Marina

    P.S. Ho dimenticato un’altra soluzione da voi proposta: “cane o gatto”.
    Vi dico che da soli è impossibile occuparsi di un animale. Se lavori, se stai male, chi si prenderà cura della povera bestiola? Se stai male poi avresti pure bisogno di qualcuno che si prenda cura di te.
    Ed anche questo lo affermo in base ad un’esperienza non riferita o immaginata, ma diretta, sulla mia pelle.

    14 feb 2010, 15:07 Rispondi|Quota
    • #4Sasi

      Poche persone riescono a percepire come ci possiamo sentire .,, ognuno di noi vorremo trovare quella persona che ci ascoltasse senza puntarci il dito contro ,,, essere soli e la cosa più triste che c’è senza condividere emozioni risate ,,, ecc,, andare al cinema per cosa vedere gruppi o persone insieme mentre tu sei li da sola quasi come avessi gli occhi di tutti e sentirsi ovviamente soli ,.. Avvolte una persona vera cambia davvero tutto

      17 mar 2014, 10:35 Rispondi|Quota
  • #5grazia

    Cara Marina, le tue parole sono sacrosante verità. Non sai quanto ti capisco. Ora lavoro. Domani darò il mio contributo.

    15 apr 2010, 14:49 Rispondi|Quota
  • #6grazia

    Cara Marina, sarà che io abito in una città non particolarmente grande, ma neanche scevra di pericoli. Tuttavia, mi sposto da sola spesso di sera. Quando vado in una città vicina (Siracusa) dove mi sento un po’ meno male (anche se sono sola), mi ritiro anche alle tre di notte. Forse sarò incosciente. E’ più dura la solitudine per chi ha conosciuto la dolcezza del menage a due. La mia vita fa schifo. Sono precipitata in un tunnel di disperazione, per tanti motivi che sarebbe troppo lungo spiegare. Prego Dio di mandarmi un infarto, o un brutto male. Tutto è preferibile all’angoscia di svegliarli da sola, il sabato, le domeniche, le feste. La mia famiglia abita in un’altra regione, il che senz’altro non migliora la mia situazione. Ho provato con la psicoterapia, i farmaci, gli amanti, i viaggi ma nulla è servito. Ora ho anche smesso di pregare e di credere in Dio. La mia vita è troppo dolorosa, le delusioni troppo concenti. Tranne un lavoro decente (ci mancava! Ho sempre studiato come una negra….) in me regna il nulla. Difficile accettare per un mio problema di salute la mancanza di un figlio. Ancora più difficile accettare che un figlio l’uomo della tua giovinezza, della tua vita lo ha fatto con un’altra (anche se è stato un incidente di percorso). Che beffa! Voglio raccontarvi un’ultima cosa, a costo di sembrare quella che sono: patetica. Per strada due anni fa, vidi un un bel ciocco di legno, lo presi sorridendo (mi ricordava la favola di Pinocchio), lo portai a casa, pensando che magari mi sarebbe stato di buon auspicio. Ma così non è stato …

    15 apr 2010, 20:26 Rispondi|Quota
  • #7annalisa

    la solitudine….pur se è uno dei doni che la vita ti impone e ti dona ti fortifica facendoti crescere, insegnandoti al meglio chi sei facendoti vedere e quasi toccare ogni tua più piccola sfumatura……….ma il rovescio della medaglia?……..a che prezzo tutto ciò……..è bene sì…di controparte la solitudine può consumarti…fino a mangiarti le ossa…tanto che a volte sembra di cadere…e ……..nn c’è ..nessuno che è pronto a sorreggerti….fortunatamente..ho fortificato il mio credo in Dio…che immancabilmente ti ricorda e con mano aggrazziata ti sostiene …cossicchè tu possa capire che il vero sostegno lo puoi cercare solo ed escliusivamente in Lui ed in te stesso…perchè in fondo chi ti accompagnerà fino all’ultimo dei tuoi giorni…è il ns io.

    23 mag 2010, 18:22 Rispondi|Quota
  • #8emanuela

    ho 24 anni, e soffro di solitudine da quando ne avevo 7, non ho amici, e non so che snificato ha, andare alle feste di 18 anni perchè non avendo avuto mai amici,non sono mai stata invitatà, mi mancano molto le amicizie.
    mi manca andare anche a prendere un caffè con una amica, mi sento a disaggio davanti alle persone,e certe volte mi sembra, che diventi pesante,ripetendo sempre le stesse cose,e diventare, una scocciatrice, e da quando avevo 7 anni che parlo anche da sola,per me non c’è soluzione.
    baci
    isolata 86

    19 lug 2010, 20:04 Rispondi|Quota
  • #9Valeria Del Treste

    @ emanuela:
    Ciao Emanuela
    capisco il tuo disagio ma non credo che rassegnarsi sia la scelta giusta.
    Al contrario se ti rendi conto di vivere una vita diversa da quella che desideri dovresti impegnarti per migliorarla, anche perchè da quanto hai scritto il problema dura da anni.
    Perciò esci e fai nuove amicizie, conosci gente nuova e cerca di dimostrarti più carina possibile con loro. Spesso basta fare amicizia con una persona o 2 per sentirsi meno soli e inoltre ti permetterà di conoscere i suoi amici e conoscenti, facendo meno fatica perchè almeno con loro non partirai da zero. Le relazioni interpersonali non sono così facili ma, visto come ti senti da anni, non credi che valga la pena tentare? :-)

    20 lug 2010, 12:55 Rispondi|Quota
  • #10Dia

    Guardate, la vera Solitudine con la s MAIUSCOLA non può essere sconfitta in questi modi. Prima di tutto bisogna essere consapevoli che se non si riesce a instaurare un rapporto umano un problema di fondo ci deve essere. Per forza.
    Ho 17 anni e non ho MAI avuto un amico o un’amica. Sono sempre stata isolata e mi sono sempre fatta un sacco di problemi. Per tanti anni ho cercato di spiegarmi il perchè tutti mi rifiutassero o mi ignorassero, e non parlo di ragazzi che rifiutano una compagna sessualmente, ma di una persona che rifiuta la tua compagnia, anche solo per farsi quattro chiacchere.
    Uscire la sera soli come un cane è la cosa peggiore che si possa fare, fidatevi. L’ho fatto e alcune volte l’ho faccio ancora… è atroce… tutte le persone che passano, in gruppi di 2, 5, 8 persone. Ragazzi, ragazze, uomini e donne che passano una bella serata, e tu lì come una pirla che non hai nessuno con cui avere un contatto umano. E’ peggio di essere in una stanza chiusa senza finestre e luce. La preferisco di gran lunga.

    25 ago 2010, 00:39 Rispondi|Quota
    • #11naty

      Ciao dia purtroppo anche io mi trovo nella tua stessa situazione…come ti capisco..e’ proprio brutto..ma di dove sei? Io di lecco:)

      14 feb 2014, 10:59 Rispondi|Quota
  • #12Vally

    @ emanuela@ Valeria Del Treste:
    Sono capitata per caso in questa pagina…Cara emanuela, condivido la tua situazione e io purtroppo di anni ne ho 32…dico purtroppo perché dopo che la mia depressione si è aggravata non riesco più a percepire un futuro “sopportabile”…non tollero più questa solitudine neanche per 5 minuti consecutivi e continuo a desiderare di morire…Negli ultimi tempi ho fatto uno sforzo enorme (non che in passato non ne avessi mai fatti, ma non avevo avuto grandi riscontri…), con un approccio per me particolarmente faticoso sono entrata in un’associazione di volontariato offrendo “solo” la mia persona (nel senso, dicendo di non avere nessuna competenza, perché anch’io mi sento sempre una zavorra-scocciatrice-ripetitiva e quindi tend(ev)o sempre a prodigarmi in mille modi per compensare ciò, finendo solo per essere, magari anche involontariamente, sfruttata fino all’esaurimento)…ma neppure essere “carini” è una buona tattica…si attirano le persone che vedendo il tuo bisogno di affetto lo usano per sfruttarti…E io mi sento sempre più idiota e più sola quando sento le considerazioni degli azzeccagarbugli del caso che mi rammentano quanto “sono giovane, buona e carina”, mentre io continuo a sognare un bacio (non ne ho mai dati nè ricevuti di baci d’amore…nonostante uno pseudo-fidanzato, ma è troppo squallido da raccontare…) e delle braccia che mi stringano senza lasciarmi andare…

    4 ott 2010, 13:15 Rispondi|Quota
    • #13maurizio

      @Vally: ……un bacio… e ti stringo forte….

      14 gen 2013, 23:34 Rispondi|Quota
  • #14abbastanza solo

    Cara emanuela
    Ti capisco e sono pronto ad ascoltarti
    Un caro augurio

    8 mag 2011, 10:43 Rispondi|Quota
  • #15marco

    @ Vally:
    è strano come la vita ad un certo punto ti mette il bastone tra le ruote,e mi sono domandato perchè la tua vita deve cambiare quando hai tutto quello di cui hai bisogno.passi da tutto a niente in un secondo:ho 39 anni ,mi chiamo marco,sono sposato da 10 e ho sempre pensato che avrei vissuto la vecchiaia con mia moglie,una bella villetta,una bella macchina,un cane affettuoso e ho passato la mia vita credendo in questo.ad un certo punto mia moglie decide di lasciarmi e da quel momento non riesco a gioire e sorridere come un tempo,sto perdendo la casa e anche la macchina,mi trovo spaesato e penso che futuro potrei avere adesso che ho perso tutto.qulale problema non può essere risolto se lo desideri farlo ?perchè gettare via tutto quando hai la frlicità accanto a te?

    3 lug 2011, 17:09 Rispondi|Quota
    • #16Paola Pagliaro

      Ciao Marco, sai il problema con la felicità è che vogliamo a tutti i costi farla durare ed invece è uno stato che sfugge, ti travolge all’improvviso, si eclissa, poi ritorna come un fiume in piena. Quando finisce una storia importante su cui avevamo costruito delle certezze è più che normale sentirsi soli e spaesati… ti chiedi che futuro potresti avere adesso, il futuro sarà come vorrai ricostruirtelo, giorno dopo giorno, sarà dura ma non impossibile… tua moglie forse non era felice se ha deciso di troncare o forse non era abbastanza forte da affrontare un problema tra voi due… l’importante è che ora tu accetti che non si può più tornare indietro, staresti con una persona che non ha voglia di lottare per te? Tutti meritiamo di essere amati davvero, chi non ti ama, non ti merita. Riparti da questo, non sentirti solo, anche se soffri sentiti libero, prenditi tutto il tempo per ricominciare a stare bene anche da solo… ci sarà tempo per pensare con chi passare la vecchiaia, sei ancora così giovane! Buona fortuna!

      4 lug 2011, 11:56 Rispondi|Quota
    • #17Alexa

      Ciao Marco capisco perfettamente ma il consiglio che ti di non buttarti in altre storie il ne si qualcosa perché vuol dire che hai sempre bisogno di qualcuno sei uno schiavo e non devi pensa a me che ho sbagliato dopo ogni sbaglio per la paura di stare da sola ora mi faccio umiliare purché non vada via …. Ti rendi conto ???

      2 mag 2013, 23:48 Rispondi|Quota
  • #18gabriella

    Ciao Marco, anche io sono stata lasciata, ma prima tradita. Ho dato tutto: dedizione sconfinata, affetto, comprensione. Quando ho scoperto l’atroce verità, ho pianto. La notte piangevo, uscivo dal lavoro e piangevo, senza ritegno, senza vergogna. Mio marito durante la sua scappatella con una straniera bruttina ha concepito pure un figlio. E pensa che io avevo fatto di tutto x averne uno nostro; purtroppo non è venuto, ritengo x un mio problema. Come pensi che mi senta; anche adesso, ogni tanto mi dico che sono stata molto sfortunata. Ma l’avrei voluto un figlio da un fedifrago traditore? Forse non è stato un male. Ora mi sono rialzata. Sono abbastanza serena: ho amici, il lavoro, la cura delle mia persona. Ho una relazione basata sul sesso (soddisfacente) con un uomo sposato, molto più grande di me ke ho già 43 anni, e va bene così. Lui scappa sempre da me. La moglie soffre. E io dentro di memi vendico, sadica: io tradita, faccio in modo ke anche altre donne lo siano. Non credo in Dio. Cerco il mio Benessere. So ancora piangere davanti ad un film e i bambini mi emozionano. In questa mia mentalità laica c’è ancora spazio per qualcosa altro, anche se non mi aspetto nulla dagli uomini, anche se la vita sa essere un carogna. Coraggio, l’importante è non perdere il lavoro. Per il resto: tu lasciato probabilmente tradito, non so in base a quale provvedimento d giudice, tu stria perdendola casa, l’auto. Non capisco. Parloanche da Legale. Tui suggerisco cmq di trovarti un BUON avvocato. Ciao. Dacci notizie e nn sentrirti solo.

    4 lug 2011, 12:30 Rispondi|Quota
    • #19Paola Pagliaro

      ciao Gabriella

      Dentro di me mi vendico, sadica: io tradita, faccio in modo ke anche altre donne lo siano. Cerco il mio Benessere.

      Capisco che hai sofferto e so che volersi vendicare è una tentazione molto forte, ma davvero stai inseguendo il tuo benessere? Far soffrire altre donne come è successo a te è in fondo far sì che ricapiti quanto hai passato, rimanere invischiata nella stessa dinamica anche se stavolta sei il personaggio che sta dall’altra parte… per liberarti davvero dal passato invece dovresti aspettarti qualcosa di nuovo, hai detto bene, c’è ancora spazio per qualcos’altro, emozioni positive. Per prendersi il piacere non bisogna necessariamente causare dispiacere a qualcun altro. Questa non sei tu. Questo è quello che ha fatto tuo marito. Se ti lasci condizionare nelle tue relazioni da quanto ti ha fatto non fai altro che dargli ancora un potere su di te e scommetto che non è questo che vuoi. Mi permetto di scrivertelo anche se non ti conosco perché so per esperienza che le delusioni possono renderci simili a chi ce le ha procurate, ma dobbiamo resistere e scegliere l’altra strada, non permettere che chi ha calpestato i nostri sentimenti ci cambi così profondamente e ci tolga la possibilità di essere persone migliori, che credono ancora nell’amore, nella solidarietà, nella vita e nel rispetto degli altri.

      4 lug 2011, 12:54 Rispondi|Quota
  • #20Mauro

    Vi racconterò la mia storia che ha dell’incerdibile, io mi sento solo e sono realmente solo anche quando non sto più da solo,…mi spiego meglio, d’accordo il lavoro, le mie otto ore al giorno in ufficio, ma quando poi torno a casa trovo una moglie davanti a facebook, che a malapena mi guarda in faccia o mi chiede dell’ufficio o di altro, che ne so!!! mentre una figlia che passa dall’ MP3 all’ MP4, dal PC all’HI POD o come diavolo si chiama, dal cellulare alla TV. Tutto ciò, per me nel tempo ha assunto una “veste” estremamente triste, credetemi essendo quanto appena descritto negli anni, entrato in una ciclicità a dir poco inquietante. Credo che quanto ho raccontato, sia alla fine e PURTROPPO anche un luogo comune, piaga di tante famiglie della nostra era. Coltivo altri interessi, certamente, pratico tantissimo sport però credetemi, ritrovarmi a dover rincorrere la famiglia a 48 anni, è molto ma molto, triste – Buona giornata a tutti.

    28 lug 2011, 07:39 Rispondi|Quota
    • #21Paola Pagliaro

      Ciao Mauro,
      capisco… però sai non credo la mancanza di comunicazione in una famiglia sia dovuta ad iPod e simili… questa difficoltà a relazionarsi con i genitori, questo allontanarsi dei coniugi dopo tanti anni di matrimonio c’erano anche prima che la nostra vita venisse invasa dai nuovi mezzi di comunicazione… non devi rincorrere la tua famiglia, devi cercare un’apertura per penetrare in questo silenzio/indifferenza… magari proprio cercando interessi in comune. Tua moglie sta su Facebook? Scopri cosa fa, cosa le piace, con chi parla, avvicinati al suo nuovo mondo… spesso ci aspettiamo che siano gli altri a chiederci come stiamo, ad interessarsi a noi ma hai mai pensato a fare tu il primo passo? Magari all’inizio tua figlia e tua moglie si mostreranno persino seccate di questo tuo interessamento alle loro attività che ti vedono escluso ma con il tempo vi ritroverete più vicini, non importa chi fa la prima mossa, dopo che è stata fatta si è già meno distanti e questo basta… anche guardare un programma in tv con tua figlia è un modo per avvicinarvi… hai ragione quando dici che la ciclicità è inquietante e allora rompila… quando qualcosa non va bisogna avere la forza di cambiare percorso, atteggiamento… rimanere immobili non servirà… è difficile perché l’abitudine ci rende schiavi mentre il nuovo ci spaventa ma tu prova e se vuoi riscrivici pure…credimi Facebook è solo un modo per combattere la noia e molte persone lo mollerebbero senza indugi se avessero qualcosa di meglio e di più divertente da fare la sera…

      28 lug 2011, 10:49 Rispondi|Quota
  • #22Gabriella

    Ciao, sono Gabriella, la Vendicatrice. Ringrazio Paola Pagliaro per la risposta che tempo fa mi diede. Purtroppo, io non riesco ad essere una persona nuova migliore. Sono la riprova vivente che le esperienze negative non servono a nulla. Erra chi dice che cosa non uccide, fortifica. Il punto è questo. IO mi sento uccisa. Quell’uomo ha ucciso, non solo il presente, il futuro, ma anche il passato, quello che c’è stato. Ha infangato i ns pomeriggi assolati, le ns cene a lume di candela, la ns giovinezza. Ho scritto tante poesie che hanno pure vinto diversi premi. Ho alti e bassi. Tempo fa stavo meglio, ora così così. Volevo rispondere a Mauro, il 48enne la cui moglie (e figlia, ma la posizione di questa è comprensibilissima) sta su Facebook. Questa condotta Io la vedo come un tradimento, l’inzio della fine. Anche mio marito stava ore davanti alle chat, al PC. E’ chiaro che tua moglie guarda altrove. Stalle accanto. Aiutala a superare quella che mi auguro sia una crisi passeggera; cmq, un momento in cui lei è lontana da te. In bocca al lupo!

    28 lug 2011, 13:30 Rispondi|Quota
    • #23Paola Pagliaro

      figurati Gabriella è stato un piacere parlare con te. Vedi credo che tutti abbiamo un vendicatore dentro, è più che giustificato dalle batoste della vita. Sai quando attraverso queste fasi, perché tutti, chi più chi meno, le attraversiamo, trovo conforto nel leggere grandi esempi di calma e compostezza, persone che hanno subito cose ben peggiori e sono rimaste buone, “grandi”, capaci di perdonare per andare avanti e non precludersi l’equilibrio interiore… sul mio comodino c’è sempre Il mio lungo cammino verso la libertà, l’autobiografia di Nelson Mandela… può darti la forza di essere migliore, di cercare nuovi pomeriggi assolati… buona fortuna di cuore!
      Paola

      29 lug 2011, 11:54 Rispondi|Quota
  • #24Mauro

    In effetti hai ragione Paola, ma credimi il “primo passo” l’ho fatto tante volte poi ho deciso di rinunciarvi, è questa voglia di isolarsi che ci rende spesso schiavi o per meglio dire orfani di noi stessi. Devo dirti una cosa però, credo ciecamente che la tecnologia attuale ma già da parecchi anni, abbia in qualche modo reso schiavo il mondo, Mi spiego: cellularri sempre più tecnologicamente avanzati, automobili sempre più veloci che si “auto” parcheggiano da sole addirittura…Quello che voglio dire, ciò che voglio realmente dire è che si è perso il gusto delle piccole cose, di una passeggiata o ancora il piacere di guardarsi negli occhi, hanno spento anche quello inventandi i “videofonini”, ma rendiamocene conto! Personalmente, credimi, non soffro più di tanto e nel tempo sono riuscito a crearmi nuovi interessi, in particolar modo lo sport e ne pratico tantissimo, riuscendo così ad entrare in una dimensione diversa, in cui spirito e corpo entrano in perfetta simbiosi.
    Colgo l’occasione per ringraziare anche Gabriella per le sue parole, anche in questo caso però credo che facebook (forse sarò ingenuo) sia solo un mezzo per evadere e tenersi in contatto a quanto detto da “lei”, con amici di vecchia data. boh! sarà?
    Personalmente per farti un esempio, ho un cellulare che non uso e che mi è stato regalato visto che sono un “tipo” un pò spartano ed antitecnologico e nell’ambiente in cui lavoro vedo persone affannarsi spesso con più di due cellulari operativi alla volta, due alle tempie (uno con auricolare) e col terzo intenti a messaggiare ed anche in questo caso, non sto esagerando credetemi.
    Tutto questo è molto triste, credo che al di là di ogni cosa si sia perso l’equilibrio ed il controllo della misura, si corre spesso senza sapere perchè …si corra!
    Vi auguro buona giornata di vero cuore.

    29 lug 2011, 07:47 Rispondi|Quota
  • #25Mauro

    @ Paola Pagliaro:
    Non è la solitudine a farmi paura, credimi, sono le motivazioni spesso infondate o addirittura inesistenti che generano la stessa.
    Mi ritengo personalmente una persona estremamente semplice ed ipersensibile, anche se tanti “pali” presi in questi hanno, mi hanno creato la cosiddetta corazza, che spesso mi ricorda che posso e devo fidarmi solo di me stesso !
    La rabbia spesso, si genera perché figlia dell’irrazionalità. Non ha senso credo che due persone stiano insieme forse “per abitudine” o in attesa che…qualcosa cambi, poi non cambia niente alla fine. Ho spesso come l’impressione che le persone “giochino” intenzionalmente a farsi del male, ad allontanare i canoni della serenità che c’è, che ci può essere insomma. Un pò come quando si è raggiunto tutto nella vita e non c’è più nulla da raggiungere, si tende a rompere il”giocattolo” per il piacere di riaccomodarne i pezzi. Per una persona come me, che vive di Albe e di tramonti, rimane dura da accettare la continua, costante, inquietante infelicità della gente. La vita è una cosa meravigliosa, sono le piccole cose che nella loro quotidinità ci rendono presenti, vivi verso noi stessi ancor prima che verso gli altri….

    29 lug 2011, 08:05 Rispondi|Quota
    • #26Paola Pagliaro

      Ho spesso come l’impressione che le persone “giochino” intenzionalmente a farsi del male

      non è un’impressione, capita a volte e quando capita è un brutto sintomo di un rapporto che ormai è degenerato. Pensi mai che potresti uscirne? Voglio dire perché privarsi della felicità, dell’amore? Una vita senza amore è un’esistenza privata della poesia… quella poesia delle piccole gioie che tu cerchi ti assicuro potresti trovarla in qualcuno che riesce ad apprezzarla… magari è difficile trovare qualcuno che non abbia un profilo Facebook oggi ma conosco molte persone che lo usano per condividere emozioni semplici, foto di albe e di tramonti… vedi la tecnologia è solo uno strumento con cui comunicare quello che abbiamo dentro, ci riflette… non ci si può dimettere dal ruolo di padre ma il ruolo di compagno è un’altra cosa… se due persone non camminano più insieme il percorso è comunque in solitaria, quale gabbia ci trattiene da un nuovo inizio se non quella che a volte ci costruiamo da soli? La rabbia fa male, fa male solo a chi la prova… le persone ci deluderanno sempre e anche noi probabilmente siamo stati fonte di delusione per qualcuno ma bisogna continuare ad aprirsi al mondo accettando anche il fatto che i rapporti sono costellati da queste imperfezioni… altrimenti la sfiducia che ci pervaderà ci porterà ad allontanare gli altri ed a raggiungere un equilibrio tanto facile quanto vuoto perché senza approfondire i rapporti, erigendo un muro è semplice non incappare in delusioni ma sarà una vittoria priva di soddisfazioni…

      29 lug 2011, 11:47 Rispondi|Quota
  • #27Marina

    Cari tutti,
    ritorno qui dopo un periodo di tanti drammi e tanto lavoro.
    Tempo fa ho perso gli ultimi grandi affetti, mia madre e il mio cagnolino. Un momento che ho sempre temuto, ma doveva prima o poi arrivare. L’ho sempre saputo ed eccolo qua, più devastante di ogni immaginazione.

    Del resto, non ho avuto neanche la forza di scrivere qui. Ha più senso che scriva ora, dopo una sorta di metabolizzazione del dolore, in cui con lucidità mi si spalanca davanti un orizzonte che è ancora più svuotato perché, nonostante i travagli che l’annosa cecità di mia madre ha comportato, ho avuto delle forti motivazioni per lottare nell’intento di renderle la vita meno amara, con l’ausilio di un cagnolino piccolo, ma badante di tutto rispetto. Si è guadagnato il pane il mio cagnolino, con il suo impegno, la sua comprensione e la sua capacità di confortarci e strapparci sempre un sorriso anche nei momenti più difficili. Di questo ho scritto invece in bel un sito dedicato anche ai nostri familiari pelosi.

    Non ho neanche ringraziato Grazia per la sua risposta, ma ora vi ho letto, tutti quanti, e in tutti voi ho riconosciuto qualcosa di me.

    La solitudine non è una, le solitudini sono tante ed ognuna è vissuta in modo diverso. Ma le sensazioni che procura sono le stesse, angoscianti, tristi, pesanti.

    A Grazia, a Marco, a Gabriella,…voglio dire che ho conosciuto cosa significa essere mollati dalla persona che ami e con la quale eri convinta di poter arrivare insieme alla fine della vita.
    Lavoriamo nello stesso ambiente e lui ora vive con l’ennesima compagna con la quale forse si è anche sposato, boh, mi riferiscono, ma io non ho mai voluto perdere tempo ad indagare, non serve a niente.
    Andandosene, i nostri amati si sono rubati la nostra gioventù, non tanto fisica quando dell’anima, la speranza, la voglia di costruire qualcosa di nuovo con il massimo impegno, investendo le nostre risorse migliori in una vita a due, cercandole, coltivandole, un impegno che dopo ci si trova a riservare alla ricerca di un nuovo modus vivendi forzato che non ci appartiene. Avevamo fatto la nostra scelta. Dopo ci si deve solo adeguare ad una scelta altrui, inventandosi un altro modo di essere che ci consenta di andare avanti con dignità.
    La fine del mio rapporto avvenuta tanto tempo fa è stata come uno tsunami che, per ragioni inevitabili, ha fatto terrà bruciata di tutto, persone e cose.
    Ho lottato, ho cercato di ricostruire una mia dimensione accettabile soprattutto per me. Sono qui, viva, lavorante e ragionante: lo considero già un successo. Godo fama di essere forte. Ma è una scusa che ti inventano gli altri per non sentirsi tenuti in qualche modo ad essere coinvolti, a condividere qualcosa con te. Io sono forte e ce la posso fare. Certo! Con il supporto costante e la compagnia fedele della mia solitudine, non credete?…………….

    29 lug 2011, 14:08 Rispondi|Quota
  • #28Gemma

    Sì Marina, siamo donne forti, così si dice, abbiamo il nostro lavoro, magari ci interessa, io ho anche due gatti. C’è diversa gente con cui posso parlare, del lavoro, del tempo che fa, anche di belle cose intellettuali. Quando è morto il mio compagno amatissimo si è sgretolato un mondo, le parole dell’essere si sono prosciugate. Cercavo di dire quello che provavo, agli amici, ai parenti, ma ho capito che era sbagliato, loro non volevano che io dicessi, li faceva star male e pensavano che tanto non potevano farci nulla. Hanno messo paletti di difesa, anche prima che io potessi parlare, ero diventata, come dire, imbarazzante. Qualcuno, garbatamente, mi ha detto che in fondo la vedovanza è una cosa che capita a tanti. Erano i miei amici, quelli con cui si erano divise tante ore felici, ora faccio io fatica a parlare con loro. Preferisco parlare del più e del meno, con tutte le difese dei rapporti formali, con gente che conosco alla lontana. Ma sono terribilmente sola, sola dentro. Penso che così sia come quelli che in tempi antichi venivano mandati in esilio, o quelli che emigrano in paesi lontani e non hanno abbastanza soldi per tornare indietro, alla casa, al luogo dove si torna perché c’è qualcuno che ti aspetta perché desidera ascoltarti. Si dice che io sono una donna forte, ma io so che sono solo una donna indurita e non mi piace. Ti ringrazio di avermi dato l’occasione di dire queste cose e ti ringrazio anche per quello che hai voluto condividere.

    Gemma

    31 lug 2011, 12:39 Rispondi|Quota
  • #29tania

    @ marco:
    CIAO MARCO
    conosco e ho vissuto la stessa cosa @ Gemma:
    non so perchè ci sentiamo cosi,non so perchè ogni storia il mio ex si è rifatto vivo come per distruggerla e allontanarsi,so che mi sento sola e stanca e non amo sentirmi cosi,avrei voglia di sorridere uscire e ricreare qualcosa ma…..è difficile anche se non voglio ammetterlo,vorrei conoscere altre persone uomini e donne che vogliono stare in compagnia non amo questa solitudine prima e dopo l’estate e d’inverno .Ciao marco

    3 set 2011, 09:28 Rispondi|Quota
  • #30tania

    @ marco:
    CIAO MARCO
    conosco e ho vissuto la stessa cosa @ Gemma:
    non so perchè ci sentiamo cosi,non so perchè ogni storia il mio ex si è rifatto vivo come per distruggerla e allontanarsi,so che mi sento sola e stanca e non amo sentirmi cosi,avrei voglia di sorridere uscire e ricreare qualcosa ma…..è difficile anche se non voglio ammetterlo,vorrei conoscere altre persone uomini e donne che vogliono stare in compagnia non amo questa solitudine prima e dopo l’estate e d’inverno .Ciao marco@ Gemma:
    @ Gemma:
    @ Gemma:
    @ Gemma:
    @ Gemma:
    @ Gemma:

    3 set 2011, 09:32 Rispondi|Quota
  • #31tania

    @ marco:
    CIAO MARCO
    conosco e ho vissuto la stessa cosa @ Gemma:
    non so perchè ci sentiamo cosi,non so perchè ogni storia il mio ex si è rifatto vivo come per distruggerla e allontanarsi,so che mi sento sola e stanca e non non amo sentirmi cosi,avrei voglia di sorridere uscire e ricreare qualcosa ma…..è difficile anche se non voglio ammetterlo,vorrei conoscere altre persone uomini e donne che vogliono stare in compagnia non amo questa solitudine prima e dopo l’estate e d’inverno .Ciao @ Gemma:
    @ Gemma:
    @ Gemma:
    @ Gemma:
    @ Gemma:
    @ Gemma:
    @ Gemma:

    3 set 2011, 09:34 Rispondi|Quota
  • #32Anatra

    @ Marina:
    [ La soluzione dello spinoso problema della solitudine non può essere demandato al singolo, è ad altri livelli. In una società che non fosse forsennatamente istigata a disperdere i valori umani come spazzatura e ad additare “il diverso” come rifiuto tossico il problema della solitudine sarebbe, se non inesistente, sicuramente molto mitigato.
    Il problema non è di noi soli, il problema è sociale, culturale e politico – cosa che viene completamente ignorata anche da voi – e noi “soli”, iniquamente, ne paghiamo un prezzo davvero troppo alto.]
    Sono le parole di Marina
    io aggiungo, la solitudine riesco ad amarla in quanto non perdo me stesso come punto di riferimento, ho certe distanze dettatate dalla coscienza, in questo caso un anima o coscienza tendo più a crederci. La solitudine si può amare quando fisicamente stando attorno a un sacco di gente non sono là x la gente, non sono là x lo spettacolo, faccio presente solo che ci sono, sono là, la solitudine si sente quando c’è silenzio, ma è anche un problema di coscienza e di realtà sensibilmente alterabili, quindi abbasso le frequenze esterne per aumentarmi quelle del corpo, ( c’erano dei libri sul mantra e respirazione e concentrazione passiva che lo insegnavano ), quando tutti se ne sono andati finalmente nello stesso luogo posso chiudere gli occhi e ripetere quanto successo fino a poco tempo prima amando quel che ho vissuto senza viverlo fin troppo………AMARE LA SOLITUDINE SI PUO ED è PIU FACILE QUANDO SI è DA SOLI CHE CON GLI ALTRI…………..QUANDO SON SOLO MI CAPITA DI SENTIRE SENSAZIONI OLFATTIVE CHE NON SONO PRESENTI CON ME…………ALL’IMPROVVISO MI SVEGLIO SUL PRESENTE E MI CONCENTRO SU DI ESSO…….LA VITA E BELLA!!!!!!!!!

    29 ott 2011, 13:12 Rispondi|Quota
  • #33Anatra

    @ gabriella:
    A GABRIELLA SCRIVO
    tu puoi non credere in dio, puoi fare questo a dispetto della storia, a dispetto di tanti altri uomini come te, non dimenticare le conseguenze che dovrai ingoiare per forza di cose che tu non hai mai accettato………non è un giudizio, è un fatto ti capiterà, chi ti ha tolto la pace che ti sei cosytruita con diversi idoli, l’assassino è ladro, tu puoi toglierla ma ti chiederanno gli interessi…… e se non saprai darglieli finirà un altra vita ( la tua ) senza alcuna testimonianza perchè chi ti conosce sa chi hanno ucciso………non hanno ucciso chi andava difeso, hanno ucciso chi ripagava gli altri con bugie per vivere meglio!

    29 ott 2011, 13:35 Rispondi|Quota
  • #34andrea

    sono un ragazzo di 24 anni esco da una relazione complicata e molto dolorosa per me, sono rimasto solo, affogando il mio dispiacere nel cibo e diventando così obeso… vengo da una famiglia di divorziati dove intorno a me non è rimasto più nessuno, mio padre ha una nuova compagna, mia madre idem e mio fratello sta per sposarsi con una ragazza con cui convive già da 2 anni… vivo da solo e ogni giorno intorno a me vedo il buio il nulla… non so cosa fare spesso durante le mie giornate crollo psicologicamente creo un mondo parallelo che sia positivo ma non riesco a portare avanti qst vita parallela, non credo amo la cultura ma essa non riesce a distrarmi dalla mia solitudine vivo per miracolo perchè non ho il coraggio di fare gesti insani quali io voglia fare… secondo voi quale potrebbe essere una soluzione per me??????? vi chiedo un consiglio

    9 dic 2011, 13:40 Rispondi|Quota
  • #35Angela

    Sono qui perchè con le lacrime agli occhi ho scritto “solitudine” su Google….ho 55 anni e mi angoscia questa solitudine fisica che mi blocca, che mi rode l’anima,che è mia unica compagna e amica. Potrei uscire, potrei iscrivermi a palestre e circoli pieni di “soli” ma odio e mi angoscia andare in questi posti che in certi orari son solo pieni di sfigati….Se comunico la mia solitudine, l’ovvio e banale consiglio che sento è…vai, esci, fai…..Ma perchè esiste tanta superficialità? Se io fossi stata capace di tessere intorno a me una rete di amici, amiche, conoscenze più o meno vere ,non avrei il problema….ovvio che non ne sono stata capace , che non ho capito che dovevo essere più attenta, meno selettiva, più paziente, più tollerante….ed oggi forse avrei il telefono che squilla, almeno le domeniche impegnate e qualche sera da passare in allegra e spensierata compagnia, forse avrei un amante, forse una migliore amica, forse una piccola comitiva di sfigati….forse… invece …passo giornate in cui non sento che la voce del televisore sempre acceso e se parlo…mi meraviglia la MIA stessa voce.
    Ma cosa è accaduto? perchè non riesco a relazionarmi con altri che non siano la rassicurante famiglia e i noiosi colleghi ?
    Ora vado a dormire, sola, e domani sarà un’altra domenica di silenzi…Buonanotte.
    Non so se tornerò qui a scrivere…ho paura di questo ulteriore silenzio…di questo ulteriore nulla….di legarmi ad uno schermo muto…. Non tornerò.

    11 dic 2011, 00:06 Rispondi|Quota
  • #36Gabriella

    Ciao sono Gabriella, la Vendicatrice, o meglio la ex vendicatrice. Ho smesso di gioire se la moglie del mio amante (quasi ex, mi ha stancato) soffre; però, oggi la ho rivisto; è una donna brutta, molto brutta mentre il marito è un gran figo. E allora, care amiche/amici, ho provato una grandissima indivia. Sorrido. Dalla Vendicatrice all’Invidiosa. Cmq, scherzi a parte, non penso più che la mia vita faccia schifo.Ho lottato x essere quella che sono. Pago il mutuo x una casa che solo ora sento mia. E’ bello tornare a casa, dopo una giornata di lavoro, fare cyclette, cucinare, mangiare, guardare la TV. Esco spesso e godo delle mie amicizie, mentre prima non stavo bene con niente e con nessuno. Il dolore c’è ancora ed è cocente. il tradimento, il non essere considerata come donna. La compagna di mio marito mi fa anche pena: non ha fatto un bell’affare perchè lui è nato x fare il single, non lepuò neanche garantire la serenità economica. E quest’ultima cosa mi spiace, xchè so cosa significa. Auguro loro tanti sorrisi. Un saluto ad Angela: di dove sei? da quanto vivi sola. E’ scontato dirti che si tocca il fondo, ma poi si risale. Anche io sono sola. Anche io in questa casa sento solo la voce del televisore, anche a notte fonda, ma anche questa è una voca umana, amica. Coraggio. Non so che problemi tu abbia, ma pensa che è bello godere della luce del giorno, pensa a chi è più sfortunato di noi e non ha la salute. Un abbraccio. Se sei di Messina, fai un fischio.

    11 dic 2011, 21:14 Rispondi|Quota
  • #37Gabriella

    Ah proposito, MAURO ma che fine hai fatto? Come stai?

    11 dic 2011, 21:16 Rispondi|Quota
  • #38Mauro

    @ Gabriella:
    Meglio Gabriella! grazie per l’interessamento mi onora molto che qualcuno si sia ricordato di me anche tu mi sembri un pò più su di morale e sinceramente me ne compiaccio, ciao – Ma dimmi di dove sei?

    5 gen 2012, 08:25 Rispondi|Quota
  • #39Mauro

    Molto meglio Gabriella, grazie per l’interessamento e “sento” anche te più su con il morale e me ne compiaccio, sono contento che qualcuno si sia ricordato di me – grazie ancora!

    5 gen 2012, 08:28 Rispondi|Quota
  • #40Mauro

    Molto meglio Gabriella, grazie per l’interessamento! è bello che qualcuno abbia pensato a me -grazie sinceramente.

    5 gen 2012, 08:39 Rispondi|Quota
  • #41Mauro

    Molto meglio Gabriella, grazie per esserti interessata a me lo apprezzo sinceramente, è la quarta volta che provo a far pubblicare sto’ commento ma non parte??? ciao.

    5 gen 2012, 08:58 Rispondi|Quota
  • #42Antonio

    Ciao a tutti,
    ho 28 anni e sono sprofondato in un vortice di solitudine da cui non riesco ad uscire. E dire che sono sempre stato ‘sveglio’, simpatico, e in passato non ho mai avuto problemi di questo tipo, non fino a questo punto almeno. Negli ultimi anni ho ‘mollato’ gli amici che avevo perché hanno preso strade che non mi interessavano (ad esempio abuso di droghe) e non mi ci trovavo più. Studio ancora all’Università e secondo Martone sono uno sfigato, del resto ho diversi anni in più dei miei colleghi e non è certo facile fare nuove amicizie lì, perché ognuno ha le sue e il rapporto non va oltre quello fra ‘colleghi’, limitato ad argomenti universitari. Non ho una ragazza da molto tempo ormai. Le pochissime persone con cui sono ancora in contatto in realtà non m’interessano, non mi ci trovo bene. C’è solo una mia vecchia amica che è l’unica che ancora mi fa battere il cuore, ma mi fa soffrire tantissimo: è un tipo completamente diverso da me, dinamica, attiva, tantissimi amici, fa mille cose in un giorno, in certi periodi mi considera tantissimo e poi sparisce, è totalmente inaffidabile, molte volte è un opportunista ed egoista, eppure è l’unica persona che mi piacerebbe davvero avere accanto. Forse le invidio tutte le caratteristiche che non ho io, ovvero l’essere socievole, far simpatia a tutti, il saper ‘governare’ il suo rapporto con gli altri grazie ad una furbizia e una forza caratteriale fuori dal comune. Farei molto meglio a levarmela dalla testa,ma come fare se non ho alternative? La verità è che sono un diverso: penso sempre con la mia testa e mi trovo sempre controcorrente, sono troppo sincero per far finta di trovarmi bene con gli altri, sono timido e ormai anche indifeso, nel senso che – magari a livello d’inconscio – chiunque si accorge che sono debole e prossimo alla resa. Eppure basterebbe poco: mi basterebbe che qualcuno mi telefonasse durante il giorno, prendere un panino in un pub, uscire il sabato sera, cosa che incredibilmente non faccio più perché non so con chi farlo. Io non sono mai stato bravo a cercare nuove persone (di solito sono stato ‘abbordato’ dagli amici o dalle ragazze!!) e quando ci provo vengo sempre preso in giro, usato, maltrattato e non riesco più a stabilire legami che abbiano un senso. Sono stanco e incapace di reagire. Mi dispiace anche per i miei genitori che mi vedono in uno stato pietoso, ma non sanno cosa fare. Ho perso quasi tutte le motivazioni. Di solito poi in questi casi non reagisco mai, ma mi lascio perdere. Mi tuffo nei ricordi di un passato che non esiste più e mi chiudo in una malinconia priva di soluzione. Anche quando non ero solo, in realtà non ero mai appagato fino in fondo dai miei rapporti umani. Mi viene di lasciarmi perdere, perché in queste condizioni non sei in grado di fare a pugni con tutti per costruirti un futuro (come siamo costretti a fare nel terzo millennio). Eppure so che se arrivassero le persone giuste, anche una sola, cambierebbe totalmente il mio umore e il mio atteggiamento. Da quanto ho scritto posso sembrare noioso e patetico, ma non è affatto così: posso essere brillante, pieno d’interessi, pieno d’umorismo… ma sono anche molto debole e, vedendomi così “abbandonato dal mondo”, divento una larva… Cosa dovrei fare? Dove dovrei trovare le energie per farlo? Perché le numerose persone che sono state crudeli con me – a volte anche per futili motivi – e hanno acuito la mia solitudine, devono poter vivere tranquille e soddisfatte, mentre io sto qui a compiangermi? C’è qualcosa di meglio che io possa fare piuttosto che scrivere cose patetiche su un sito che prima d’oggi non avevo mai visitato?

    3 feb 2012, 16:04 Rispondi|Quota
    • #43Tippi

      Ciao Antonio,
      io penso che qualcosa tu possa farla per uscire da questo mare di solitudine. C’è sempre un’alternativa e se non la vediamo, spesso, è perché siamo troppo occupati a piangere sulle nostre miserie. Da quello che scrivi sembra che il cambiamento debba arrivare dall’esterno, dalle “persone giuste” e credo sia sbagliato. Non sei patetico, sei umano e hai le tue debolezze, come tutti. Premesso che non sono una psicologa, anche se mi sarebbe piaciuto, se mi rendo conto che qualcuno è in difficoltà sento il bisogno di aiutarlo, pur con quei pochi mezzi che ho disposizione. Io sono per l’approccio pratico, e quello che mi sento di consigliarti è di iscriverti ad una scuola di teatro. Potrebbe davvero cambiarti la vita, conoscerai moltissime persone e le relazioni andranno ben oltre il rapporto tra colleghi. Con il gruppo si condivide l’anima ed inevitabilmente il rapporto è completamente diverso, più profondo. Il teatro è un’esperienza che quasi sempre arricchisce. Dai e ricevi. Per favore, non arrenderti, puoi farlo solo dopo aver provato tutte le strade possibili, ma prima non puoi concedertelo.

      6 feb 2012, 17:45 Rispondi|Quota
  • #44Gabriella

    Ciao Mauro, presa da 1000 cose non avevo più visitato il sito. E non tutto ciò che viene scritto, mi perviene. Sì hai ragione sono sù di morale. Neanche una giornata come qst (domenica) mi pesa. Prima le mie domeniche erano da suicidio. Ora sono un relax: dormo di più, leggo, guardo vecchissimi film in TV e, come oggi, lavoro anche. Non nego che a volte avrei bisogno di stringere un essere umano a me, non necessariamente un amante o uno zito. Vorrei una presenza umana da stringere e basta. Purtroppo, anche i miei nipotini, di 15 e 9 anni, sono avari in manifestazioni siffatte. Boh! Io sono di Messina, anche se le mie origini sono calabresi (testa dura!!!). Se sei delle mie parti o se ti ci trovi nei pressi, fammi sapere. La stessa cosa dico ad Antonio, 28 anni. Caro ragazzo, tu non sei noioso o patetico. Penso tu abbia una gran ricchezza dentro. La vita non ti ha abbandonato, sei stato tu che ti sei allontanato. So quanto è difficile fare amicizie all’Università. Durante i miei anni di Legge, io ero solissima, non mi si avvicinava un cane, eppure ero anche (modestia a parte) uno splendore di ragazza. La verità è che l’ambiente universitario è fatto di gente avida pronta solo a succhiarti appunti dispense e sangue. Riguardo alla tua amica, la sola che ti fa battere il cuore, mi fai rabbia. Ma perchè riserviamo le ns attenzioni ai soggetti sbagliati? Avevo un’amica, la quale non aveva mai tempo x me, x uscire etc, diceva sempre che era affogata di lavoro. Io ab inizio ci credevo pure. Nel contempo, mi invitava ai numerosi convegni che lei organizzava (è architetto). Io x garantirle una certa audience ci andavo, trascinando pure mia sorella. Ci andavo nonostante le ore proibitive: le 9 di mattina di sabato, le ore 15 del venerdì, et similia. Poi te la becco un giorno in Centro con un’amica, poi al cinema, poi al lido al mare ove si è arrostita un sabato intero e la domenica successiva. E allora, mi son detta: … e che cavolo! Non l’ho più chiamata. Lei mi ha mandato il solito sbrigativo sms di auguri x Capodanno, chiamandomi con nomignoli affettuosi. All’sms non ho risposto. Lei continua a mandare mail con inviti a convegni, ma la pacchia (x lei) è finita. Caro Antonio, nell’amicizia come nell’amore, non è vero che bisogna dare. Bisogna anzitutto avere, ricevere. La tua amica somiglia alla mia amica architetto. Ignorala. Anzi a volte un bel ‘vaffa non guasta. Datti sotto, studia studia studia. Abbi fiducia in te stesso. Sei così giovane, approfittane. Ti auguro ogni bene. Saluti a tutti.

    5 feb 2012, 11:56 Rispondi|Quota
  • #45Antonio

    Volevo ringraziarvi per le risposte (che in realtà non credevo di ricevere).
    Detto questo, lo sapete anche voi come funziona… la solitudine crea tristezza e la tristezza crea solitudine… non so davvero come affrontare seriamente la cosa. Ma spero, in qualche modo, di farcela.
    Saluti a tutti e grazie di nuovo

    1 mar 2012, 22:50 Rispondi|Quota
    • #46Tippi

      Ciao Antonio, grazie a te per aver letto quello che pensavo. Capisco quello che provi, quando si è tristi ci si chiude e ci si allontana dagli altri, e a loro volta gli “altri” spesso allontanano chi è triste. Spesso, ma non sempre, c’è anche chi, invece, sa accogliere quel dolore perché non ha paura, e perché sa che la solitudine riguarda tutti. La vita non è fatta solo di sorrisi e belle parole, è questo che deve essere chiaro, ma senza appesantirsi troppo, perché c’è spazio per ogni sfumatura. Cerca di immaginare un “piano di battaglia” per uscire da questa situazione, cosa puoi fare per affrontare la solitudine? Io, cercherei il supporto degli altri, ma senza farli diventare un “raccoglitore” di tristezza, e farei qualcosa di creativo, che possa sbloccare la mia mente e forse anche il mio corpo, ecco perché ti suggerivo il teatro. Ma non esiste solo il teatro, ci sono i corsi di musica, disegno, discipline orientali, ecc. Trova una valvola di sfogo ed esci di casa. Un abbraccio grande, anche se virtuale. E se hai bisogno, scrivi, da qualche parte, c’è sempre qualcuno pronto ad ascoltarci.

      2 mar 2012, 12:44 Rispondi|Quota
  • #47Silvana

    @ Marina:
    Ciao Marina hai perfettamente ragione.
    Però credimi frequentare anche persone che non ti danno niente, meglio essere sole.
    IO ho solo conoscenze, la parola amicizia è una parola grossa.
    Quindi è sempre valido il detto: meglio soli che mal accompagnati,
    Un saluto
    Silvana

    27 apr 2012, 11:56 Rispondi|Quota
  • #48Daniele

    Salve a tutti, non so se mai qualcuno leggerà queste poche righe, ma sono un ragazzo di 24 anni e non riesco ad uscire dal vortice della solitudine.
    Oramai sono anni che non nemmeno un amico che sia uno, passo tutte le mie giornate dentro la mia stanza e la depressione oramai mi sta lentamente fagocitando.
    Sono di Roma, lascio la mia mail con la speranza che qualche coetaneo\a legga queste parole e mi contatti, la bottiglia in mezzo al mare è lanciata…
    elgordo@email.it

    8 mag 2012, 21:23 Rispondi|Quota
  • #49scarlet

    io mi sento sola quando ho una storia con un uomo che mi fa sentire sola…altrimenti quando ero single stavo bene. lui è preso dal lavoro, che rispetto ma sta diventando insopportabile.domani è domenica…la odio, mi sentirò, come sempre, solissima…e voi?

    21 ott 2012, 01:17 Rispondi|Quota
  • #50CaoS.ad

    Non vedo perchè bisogna combattere la propria solitudine.

    Poche parole per riportare la realtà, ovvero chi non è solo?

    3 mar 2013, 11:34 Rispondi|Quota
  • #51paolo

    Parole parole solo parol , io ho 47 anni sono stato sempre disponibile e gentile con tutti e ho sempre aiutato tutti e puntualmente mi ritrovo da solo peggio di un cane. …… pura e reale solitudine in tutti i sensi.

    4 giu 2014, 00:40 Rispondi|Quota
Trackbacks & Pingback
  1. Solitudine, chi si sente solo ha freddo | Io Valgo
  2. Solitudine, non sempre è negativa | Io Valgo