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Sviluppare il cervello con Facebook?

 
Francesco Russo
24 ottobre 2011
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Sembra un’affermazione strana. Come un social network può far sviluppare il nostro cervello e accrescerlo? Tutto dipenderebbe dal numero di amici. È quanto ha studiato il ricercatore Ryota Kanai presso lo University College di Londra (UCL). Sono stati coinvolti ben duecento venticinque studenti, e successivamente altri quaranta.

Ognuno di questi è stato sottoposto ad una risonanza magnetica ed è emerso che tutti coloro che hanno molti amici sul noto social network Facebook presentano quattro aree del cervello molto più sviluppate rispetto agli altri coetanei.

Ma quali sono le quattro aree? Sono quelle legate alle emozioni e alla percezione degli altri. Infatti, si tratta della zona dell’amigdala o di quella interessata alla percezione degli oggetti in movimento. Ancora, un’altra area si attiverebbe nel momento in cui un soggetto incrocia lo sguardo di un altro e di fronte all’orientamento. Insomma, più amici avete più potete sviluppare il vostro cervello. La conclusione alla quale si è arrivati è che i social network possono cambiare fisicamente il cervello umano, perché esiste  un legame diretto tra il numero di amici che si hanno su Facebook e la quantità di materia grigia situata nelle aree cerebrali dedicate alla socialità.

La ricerca è ancora in via sperimentale e deve essere approfondita maggiormente. Ma è l’ennesima prova che ci dice quali siano le grandi potenzialità del mondo del Web sull’essere umano. Se poi si parla di social network, che ormai spopolano dai giovani ai più anziani, il discorso si fa ancora più complicato.

Ad esempio, c’è stato recentemente un altro studio, stavolta britannico, che ha approfondito il legame fra la quantità di amicizie virtuali e reali e l’area dell’amigdala.  Pubblicato sul Proceedings of the Royal Society Biological Sciences, lo studio è stato condotto su 165 persone. Gli studiosi hanno dimostrato che in realtà non c’è una grande differenza fra le amicizie reali e virtuali. Insomma, le ricerche dovranno ancora andare avanti e cercare di vederci più chiaro.

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