Il profumo delle foglie di limoni di Clara Sànchez

di Chiara Commenta

E’ da non perdere e va letto ‘sorseggiandolo’ lentamente questo noir che ci arriva dalla Spagna. L’autrice è un intellettuale finissima. L’autrice si chiama Clara Sànchez, vive a Madrid e ha la cattedra di Filologia all’università. Il suo romanzo presenta due voci narranti. La prima si chiama Sandra, ha trent’anni, è incinta e non sa cosa fare della propria vita e, in attesa di capirlo, dedica l’ultimo scampolo d’estate in Costa Blanca. Sulla spiaggia incontra una dolcissima coppia di norvegesi, Fredrik e Karin: le sembrano davvero i nonni che non ha mai avuto.

La seconda voce invece si chiama Julian, ha più di ottant’anni ed è invitato in Costa Blanca da un amico che ha conosciuto a Mauthasen. Ed è con quell’amico, una volta fuori dal campo che si unisce nella disperta ricerca dei  nazisti. Come è da supporre, i coniugi norvegesi hanno non pochi scheletri nell’armadio. Quale sarà il destino di Sandra? E qual’è la vera identità di tutti quegli anziani che vivono nelle ville adiacenti? Il libro è percorso da una tensione crescente, travolgente, ma non vi è  nessuna immagine truculenta.

La stessa autrice ci spiega:

Un marito uccide la moglie e i vicini affermano che “era una persona normalissima”. Sotto il velo della normalità si agita il dramma reale della vita. Quando Sandra scoprirà la verità, conoscerà la paura e imparerà che i mostri sono anche quelli che si nascondono dietro un volto benevolo e normale.

Quando le si chiede poi perchè i criminali nazisti descritti, tratteggiati, non conoscano sensi di colpa, ha risposto:

Perchè si assolvono dicendo a sè e agli altri che obbedivano agli ordini. I miei nazisti sono dei vecchi in shorts che spingono il carrello nel supermercato, camuffati tra stranieri e pensionati, grazie all’indulgenza della società democratica spagnola e di altri Paesi che ha permesso loro di vivere e invecchiare tranquillamente.

E aggiunge una sua nota biografica:

Il libro nasce da un’esperienza personale. A venticinque anni ero incinta e scoprii che il maggior costruttore edile della zoa dove abitavo era un nazista. Avrei avuto bisogno di un amico Julian, ma oggi spesso i giovani e i vecchi non si mescolano. Non siamo più capaci di imparare gli uni dagli altri.

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