Italiani in crisi: aggressivi e depressi

di Francesco Russo 1

Dal Censis arrivano notizie preoccupanti sugli italiani e sui loro modi di vivere. Sono sempre più aggressivi, sempre più depressi e sempre più narcisisti. La causa di tutto sarebbe la crisi. Secondo oltre il 50% degli italiani, qualora non rispettassero le regole, l’unico deterrente al rimorso è proprio la coscienza personale, che negli ultimi anni è diventata sempre più permissiva.

Si tratta, secondo il Presidente del Censis, Giuseppe De Rita, di una “Crisi Antropologica” che porta ad un aumento dell’individualismo personale.
La ricerca fatta dalla società che ha portato a queste conclusioni prende il nome di “La crescente sregolazione delle pulsioni”.

Nel periodo che va tra il 2004 ed il 2009, sono aumentate di più del 35% le minacce e le ingiurie, mentre di oltre il 26% sono aumentate lesioni e percosse. Aumentano le statistiche anche dei reati sessuali di oltre il 26%. Tra il 2001 ed il 2009, c’è stato un consumo di antidepressivi con aumenti pari al 114,2% e si è raggiunto un picco di 450.000 interventi di chirurgia estetica nel solo 2010.

La droga anche diventa sempre più diffusa, insieme all’alcol per i giovani. Il campione preso a riferimento è anche basato sulla riduzione del controllo delle pulsioni avviato dall’atteggiamento individualistico (di cui vi abbiamo già parlato), nei confronti della Società tutta. L’85,5% di questo campione di 1.500 persone, ha reso noto con onestà che l’unica entità che può giudicare è la propria coscienza, ed il 67,6% di queste persone è convinto che le regole servano solo a soffocare la libertà personale.

Discorso interessante anche quello legato alle abitudini sessuali in rapporto con la religione, ovvero, la morale sessuale non è discriminante secondo i più per giudicare un buon cattolico ed un cattivo cattolico. L’accusa principale rimane nei confronti della politica, dove gli esempi vincenti sono quelli dei furbi che si mostrano troppo spesso esempi a diventare come loro, ovvero iperattivi ed aggressivi nel dialogo. Anche se ogni tanto, imprecare un po’, fa bene.

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