La Costituzione della Repubblica Italiana di Giunti editore

di Chiara Commenta

L’opera meritoria , di spessore  e che merita attenzione e d’essere citata è dell’editore Giunti che pubblica e manda in libreria La Costituzione della Repubblica  Italiana (pp. 124, dieci euro). 

Della costituzione è doveroso ricordare, che la maggior parte degli articoli che la compone, fu passata al vaglio e approvata con larghissime maggioranze e che contenuto è il non trascurabile frutto dell’incontro di idee e valori dei partiti che all’interno dell’Assemblea Costituente, spesso estremamente diversi, avevano in comune e fortissimo, li cimentava il rifiuto del totalitarismo, il comune sentire della lotta antifascista e dalla protervia volontà di non privare l’Italia di una Costituzione che desse spazio e voce alle istanze di giustizia di un popolo martoriato dall’ultimo conflitto e che soprattutto non venisse meno e fosse in grado di colmare e tradurre in precise disposizioni le speranze e le attese per un profondo mutamento dello Stato e della società.

La prefazione intensa e intelligente , è del giornalista Marco Travaglio che scrive:

A seconda di come la si legge, la Costituzione può essere un capolavoro di serietà o di comicità. Sono sufficienti i primi 54 articoli per demolire il novanta per cento delle scelte politiche degli ultimi vent’anni.

Il giornalista in questo testo analizza con “rigore filologico”, decenni di attacchi ai 139 articoli che la compongono, la “trafila” è lunga, si parte infatti dall’offensiva dei primi anni Ottanta, quando Bettino Craxi, promosse l’idea di una Grande Riforma, arrivando ai sedici anni dell’era berlusconiana, passando attraverso i cinque anni dell’Ulivo (96-2001) e per il dibattito bipartisan alla Commissione Bicamerale.

Ma la cosa non si conlude qui, dato che ci sono anche gli attacchi occulti alla più che saggia (e armoniosa a mio avviso) architettura che sia mai stata ideata e realizzata dai padri costituenti, dalla Loggia Massonica P2 di Licio Gelli (il Piano di rinascita democratica) e ultimamente, dalle pressioni di tale (Loggia) P3 sul lavoro dei giudici costituzionali.

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