Tecnodipendenze, come liberarsene

di Paola P. Commenta

Sono le nuove tecnodipendenze: c’è chi arriva ad avere un vero e proprio attacco di panico se deve staccarsi dallo smartphone, chi non fa altro che chattare fino a tarda notte e refresha le pagine dei social network spasmodicamente ogni secondo alla ricerca di nuove notifiche ed aggiornamenti, chi diventa addicted dei giochini social, insomma ce n’è per ogni debolezza ed il tutto nasce da un uso smodato dei nuovi strumenti di comunicazione che hanno invece un potenziale enorme, se utilizzati correttamente, per migliorare la nostra vita e le relazioni.

I rischi invece di un uso smodato sono davvero tanti: c’è chi non dorme più e sfasa l’intero orologio biologico per rimanere sempre connesso; chi trascorre ormai più tempo a coltivare ortaggi virtuali che con i propri figli; chi, anche a cena o ad una festa, invece di godersi la compagnia di persone reali e fare nuove conoscenze, trascorre tutto il tempo ad aggiornare lo status su Facebook ed a caricare foto in tempo reale.

Il rischio è di diventare non solo persone noiose, zombie che hanno sempre un cellulare in mano e non guardano più negli occhi chi gli parla, ma anche fortemente stressate oltre che tacciate di disinteresse, rinchiuse in un mondo virtuale che ormai ha pochi contatti con il reale.

Gli esperti suggeriscono di disintossiccarsi gradualmente, fissando poche regole e rispettandole rigorosamente, partendo dagli orari e dai luoghi in cui è offlimits connettersi. Che si tratti del fine settimana piuttosto che della sera dopo le 23.00, della camera da letto piuttosto che di un bando che riguardi tutti i pasti, anche perché sono distrazioni che mal si conciliano sia con il sesso che con una sana alimentazione.

Se proprio non si riesce a stare disconnessi per 24 ore, gli psicologi suggeriscono generalmente un fine settimana in qualche località non raggiungibile dalla rete o lasciando a casa pc e tablet. Un vero e proprio toccasana che farà riscoprire il piacere di stare scollegati dal mondo tecnologico per un po’ e ridarà la dimensione del tempo.

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