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Anoressia nervosa, quando mangiare da piacere si trasforma in ansia

 
Paola P.
23 maggio 2011

anoressia nervosa Anoressia nervosa, quando mangiare da piacere si trasforma in ansia

Anoressia nervosa, quando il piacere legato al cibo si trasforma in ansia ed arriva ad uccidere dagli stenti. Al contrario di chi deve stare a dieta e fa fatica a sottoporsi a regimi alimentari troppi rigidi, abbiamo visto come stare a stecchetto possa rendere nervosi ed irritabili, chi è affetto da questo disturbo trova spiacevole mangiare, al punto da sentirsi meglio quando rinuncia al cibo.

Un recente studio pubblicato sulla rivista di divulgazione scientifica International Journal of Eating Disorders fa luce sull’origine di questi stati ansiosi legati all’alimentazione. Ad effettuarlo un’équipe di ricercatori  afferente all’Eating Disorder Treatment and Research Program della University of California, San Diego School of Medicine, coordinata dal docente di psichiatria Walter Kaye.

Mangiare è gratificante: la ricerca lo ha appurato negli ultimi dieci anni scoprendone di più sui meccanismi cerebrali che legano il cibo a sensazioni piacevoli.  La scienza ha dimostrato che quando mangiamo pietanze particolarmente appetibili ad entrare in gioco è il neurotrasmettitore dopamina. Ma cosa succede nel cervello delle persone colpite da anoressia nervosa?

Gli autori hanno utilizzato una tecnologia di imaging cerebrale, la tomografia a emissione di positroni (PET), che permette di visualizzare l’effetto della dopamina nel cervello. Somministrando anfetamina che provoca il rilascio di dopamina, i ricercatori hanno osservato cosa avveniva rispettivamente all’interno di un soggetto sano e di un paziente che era stato affetto da anoressia nervosa.

Nelle donne sane ad attivarsi era un centro cerebrale collegato a meccanismi di ricompensa che le portava a stare bene e a provare piacere, mente nei soggetti con trascorsi da anoressici l’anfetamina scatenava ansia, accendendo una zona del cervello nota per il suo legame con le sensazioni che si avvertono quando ci si preoccupa delle conseguenze.

E’ dunque possibile, spiega il dottor Kaye, che quando le persone affette da anoressia nervosa mangiano, la dopamina anziché procurargli piacere le manda in ansia, trasformando l’alimentarsi in qualcosa di spiacevole. Ecco perché incoraggiare i pazienti colpiti dal disturbo a mangiare e a guadagnare peso è particolarmente difficile: perché provano sensazioni negative quando si alimentano.

[Fonte: "Amphetamine induced dopamine release increases anxiety in individuals recovered from anorexia nervosa". International Journal of Eating Disorders]

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