L’Italia non è una nazione per giovani ma neanche per anziani

di Chiara Commenta

L’Italia? Senza ombra di dubbio, possiamo dire che non è una nazione per giovani ma neanche per anziani. Il concetto è semplice ma non così scontato come potrebbe sembrare all’apparenza. Questo ce lo ricorda Loredana Lipperini in una sua nuova ricerca della società italiana, intitolata: Non è un paese per vecchie (Feltrinelli, pp. 208, euro 15). Dopo il bellissimo: Ancora dalla parte delle bambine, la giornalista e scrittrice, capace di analisi lucide ed estremamente intelligenti, ci propone un’altra sua indagine sull’universo femminile, in una realtà, la nostra, terribilmente contraddittoria e ‘mass-mediologica’.

Nel Paese in cui ci si intrattiene piacevolmente (e lo share conferma), con programmi tv come “Velone” e la dittatura dell’estetica è in gran forma (da non sottovalutare anche quella della chirurgia plastica), vi è una malintesa idea del divertimento che si realizza soprattutto nel ridicolizzare chi è in difficoltà, accanendosi verso il più debole, come appunto accade per le donne anziane (si sprecano riguardo a questo argomento, video e commenti in rete). 

Viviamo una sorta di ottundimento,  di distacco dalle emozioni profonde, incapaci di concepire relazioni significative ,ma quel che è peggio, ‘inabili’ al riconoscimento dell’altro. Siamo diventati cinici senza alcuna consapevolezza e senza sapere di esserlo, cerchiamo ciò è che è rapido,  la soddisfazione immediata, il mordi e fuggi, il tutto e subito, un onnipresente oggi che non accetta l’invecchiamento, men che mai il proprio, mentre la percentuale di popolazione anziana cresce esponenzialmente.

Il merito della Lipperini in questo libro, è quello di restituirci a toni acuti il dolore che attraversa chi è messo in un angolo e la cui unica possibilità di ‘rivalutazione’ è la ridicolizzazione del sè. Il suo è un viaggio attraverso le mutazioni sociali e culturali di quella che un tempo chiamavamo la terza età, dandoci la reale possibilità di rifiutare gli stereotipi e a reinventarci nuovi (se lo si desidera realmente), mettendo in discussione il nostro intero sistema di vita.

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