Sette segreti del nostro cervello che il McDonald’s conosce fin troppo bene

di Paola P. Commenta

Conoscere se stessi, ok, è la priorità per lo sviluppo personale ma se l’obiettivo è vendere patatine unte e carne ipercondita da salsine ad una maggior fetta di mercato possibile, allora bisognerà conoscere ben altro. Magari i segreti che muovono i fili del nostro cervello verso il cibo spazzatura, un moto apparentemente irrazionale che ci spinge lontano da un’alimentazione sana. Il McDonalds, ad esempio, ne conosce bene almeno sette di questi meccanismi. Trappole cerebrali, accertate da studi scientifici,  non soltanto legate alla dieta, ma anche alle scintille che scoccano quando fiutiamo un affare all inclusive del tipo patatine più panino più bibita.

  1. La dipendenza dallo zucchero. Tutto nei menu offerti dal McDonald’s contiene una certa dose di zucchero, specie i frullati e le bibite. Una sostanza che, al pari di una droga, come dimostrato da recenti studi sull’argomento, può addirittura portare all’astinenza e dunque ci spinge a spendere volentieri qualche euro in più per procacciarci la nostra dose quotidiana di dolcezza.
  2. La convenienza. Il fatto che ci sia un McDonald’s praticamente dappertutto ormai spinge il nostro cervello a considerarlo una meta facilmente raggiungibile quando si ha fame e dunque porta a preferirla a scelte più distanti.
  3. I prezzi bassi. Perdere denaro fa male e dunque la consapevolezza di poter risparmiare senza rinunciare ad un pasto completo rappresenta un sollievo per il cervello.
  4. A parità di gusto, il nostro cervello opta per cibi ipercalorici.
  5. La velocità della ricompensa. Un fattore fondamentale quando abbiamo fame. Sapere che saremo presto sazi se andiamo al fast food ci spinge a preferirlo ad altre soluzioni.
  6. Non è un caso che la catena sia uguale in tutto il mondo: stessi colori, stesso marchio, stessi meccanismi di offerte e menu. Il cervello, ottenuta la ricompensa, memorizza le esperienze passate ed è portato ad associare quei luoghi alla gratifica ricevuta, in tal caso vedere soddisfatta la fame, quindi sarà portato a ritornarci.
  7. Gran parte del piacere del cibo è associato al ricordo. In uno studio, a dei bambini sono stati consegnati dei bocconcini di pollo in un cartone anonimo e ad altri nel cartone del McDonald’s. Ebbene il maggiore gradimento lo si è avuto proprio con quelli contrassegnati dal brand.

[Fonte: Psychology Today]

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