Come gestire l’ansia con il respiro

di Tippi Commenta

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L’ansia è un disturbo sempre più diffuso, complice la crisi economica e il sistema sociale, che offrono meno certezze rispetto ad una volta, acutizzando il senso di perdita e di precarietà. Gestire l’ansia, tuttavia, non è impossibile. Una particolare tecnica di respirazione, infatti, permette di alleviare i sintomi e mantenere la giusta lucidità mentale.

La respirazione, infatti, rappresenta la prima “medicina” contro l’ansia che tutti noi abbiamo a disposizione, ma di cui raramente ci ricordiamo, forse perché è troppo semplice, almeno in apparenza. Imparare a respirare bene non solo permette una migliore ossigenazione del cervello, ma anche di allentare gli stati d’ansia che non ci permettono di utilizzare tutte le nostre potenzialità.

Come ogni moto del cuore influenza il nostro respiro, altrettanto si può utilizzare quest’ultimo per controllare emozioni a volte inopportune. Non è un caso che le antiche pratiche orientali insegnino ad utilizzare il respiro per recuperare la centratura, ossia ricostituire la migliore aderenza al nostro potenziale, ricompattando la sfera emotiva con la nostra volontà.

Esser “centrati” significa infatti non sfocare il proprio obiettivo e, di conseguenza, mancare il bersaglio. Fermezza e lucidità possono essere indotte dal giusto respiro, e possono così controllare l’ansia che assale nei momenti critici.

Per fare questo, è necessario imparare a respirare con la pancia, decongestionando il torace e gli organi che contiene (cuore e polmoni), normalmente già sovrastimolati. Quando siamo ansiosi il respiro, infatti, diventa corto e cominciamo a respirare solo con la parte alta dei polmoni.

Per portare invece il respiro verso il basso, ci può aiutare con il diaframma. Bisogna inspirare col naso e poi chiudere la bocca e trattenere il fiato; subito dopo comprimiamo l’aria inspirata col diaframma, spingendola verso il basso. Infine, molto lentamente espiriamo con la bocca.

Questa pratica, usata anche in teatro, è utile riportare l’energia verso il basso usando il ventro come il centro della forza, evitando così l’eccessivo lavoro mentale o uno stato d’ansia.

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