La dipendenza dai videogiochi porta ad ansia e depressione

di Luca Fiorucci Commenta

dipendenza-videogiochi-ansia-depressione-I bambini e i ragazzi trascorrono spesso molte ore a giocare con i videogiochi, e talvolta ciò può diventare una specie di dipendenza; secondo il professor Douglas Gentile della Iowa State University, una simile forma di dipendenza può a sua volta portare ad ansia, depressione e fobia sociale. Quando, però, viene ridotto il tempo dedicato ai videogames, e si gioca con essi per un tempo normale, le condizioni psicologiche del ragazzo migliorano.

 Il professor Gentile ha condotto due studi, uno su un gruppo di 1178 bambini americani, che giocavano in media 20 ore a settimana, e uno su un gruppo di 3034 bambini di Singapore, che invece dedicavano ai videogiochi mediamente 31 ore a settimana, ma il livello di dipendenza era simile. In entrambi gli studi, venivano poste ai bambini una serie di domande, per sapere se avevano mai mentito riguardo al giocare con i videogiochi, o se avessero rubato o saltato la scuola per dedicarsi ad essi.
Alcune volte, anche i genitori si accorgevano che i figli, passando così tanto tempo giocando, peggioravano il loro rendimento scolastico, o i loro rapporti con i familiari e con gli amici. Il dottor Gentile ha spiegato:

E’ un problema serio per alcuni bambini e loro non riescono ad uscirne da soli. Non è solo una fase. Nello studio di Singapore, l’84 per cento di coloro che erano dipendenti all’inizio dello studio erano ancora dipendenti due anni dopo e avevano bisogno di un aiuto per uscirne.”

Egli ha inoltre spiegato che è difficile capire perchè alcuni bambini siano più inclini a questo problema, ma che, in genere, questi tendono ad avere problemi sociali e un minore controllo degli impulsi. I giochi interattivi dove è possibile giocare on-line, secondo il professore, sarebbero più attraenti e avrebbero aumentato il rischio di sviluppare una tale dipendenza. Il gioco risponderebbe ad alcuni bisogni umani essenziali, dando ai bambini senso di controllo, di appartenenza e di competenza. I videogiochi con contenuti violenti, poi, porterebbero i ragazzi ad assumere atteggiamenti aggressivi.
I genitori, comunque, secondo il dottor Gentile, dovrebbero cercare di limitare il tempo che i loro figli trascorrono giocando, o tentare altre strategie, come dare loro un tempo massimo nell’arco della settimana che poi i bambini gestiscono automaticamente. “E’ un problema di equilibrio. Ma una cosa che sappiamo è che non avviene nulla di simile leggendo troppo” ha concluso il professore.

 

Foto Credits/ nickstone333 su Flickr

 

L.F.

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