Eterni insoddisfatti, perché?

di Tippi Commenta

Per alcuni, l’insoddisfazione, è una condizione psichica permanente. Questo, è particolarmente evidente nel momento in cui, per ogni decisione presa, ci si sente quasi spaccati in due, divisi tra sensazioni e stati d’animo del tutto contrapposti. Quando una persona, nel parlare di sé, fa spesso riferimento al fatto che ci sono 2 parti che la pensano in modo diverso, vuol dire che il suo sviluppo psichico si è come fermato.

Chi si sente eternamente insoddisfatto non riesce a vivere gli eventi in modo pieno e appagante perché inconsciamente teme di perdersi in qualcos’altro che magari potrebbe persino essere migliore, anche se non è sicuro nemmeno di questo. E allora, qualunque cosa viene fatta con la sgradevole sensazione che una parte di sé non sia a posto.

Per porre fine a quest’altalena e ritrovare la sicurezza nel pensare, nel sentire e quindi anche nel decidere, è importante focalizzare quello che blocca, come può essere un ideale eccessivo, un conteso avverso o una relazione disfunzionale. Eliminare o comunque modificare questo elemento di disturbo si apre senza dubbio la via alla risoluzione definitiva del problema.

L’altro passo da fare è quello di riportare nella propria vita tutte quelle passioni, che per qualche motivo, nel tempo sono state abolite. E’ molto utile anche immettere nella vita quotidiana nuove attività ispirate non alla razionalità, ma al principio del piacere, che vince su dubbi e chiarisce le idee. Infine, se ci si trova a parlare di sé come due parti distinte e separate che non la pensano mai nello stesso modo, è opportuno trattenersi dal farlo. Bisogna sforzarsi di mantenere il silenzio o di provare a dire una cosa che esula da quelle due parti. In entrambi i casi, in poco tempo, si attiverà una parte nuova e sorprendete che, uscendo dall’eterna altalena, si affermerà in modo sempre più stabile e veritiero. Se siete indecisi… Non vi resta che provare!

Photo Credit|Medicinalive

 

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