La Giornata mondiale della salute mentale

di Luca Fiorucci Commenta

Oggi, 10 ottobre, si celebra la Giornata mondiale della salute mentale, voluta nel 1992 dalla Federazione Mondiale della Salute Mentale, in accordo con l‘Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), e celebrata in oltre cento paesi. Quest’anno, in particolare, il tema della giornata è: “Una grande spinta per la salute mentale” nel mondo, che “punta a valorizzare quattro elementi: l’unità, la visibilità, il diritto e la recovery(il recupero del buon funzionamento interpersonale e sociale).
In particolare, per “unità” si vuole intendere la necessità di “fare rete” fra le organizzazioni a livello territoriale per richiamare l’attenzione delle istituzioni e dei governi sul tema della salute mentale; “visibilità” significa che è necessario porre in risalto quanto viene fatto per la salute mentale, per superare i pregiudizi a cui, purtroppo, anche al giorno d’oggi, possono andare incontro le persone con disagio mentale.
 Per “diritto“si intende l’importanza che le persone colpite da malattie mentali vedano comunque rispettati i loro diritti umani, cosa che purtroppo, molto spesso, non avviene, e i malati psichiatrici vengono ricoverati in ospedali simili più a carceri, in condizioni disumane.
In Italia, in particolare, nonostante una buona legge in materia, la 180 del 1978 o “legge Basaglia”, permangono ancora strutture come gli ospedali psichiatrico-giudiziari (Opg), oggetto di una recente indagine della Commissione d’inchiesta del Senato sull’efficacia ed efficienza del Servizio sanitario nazionale, presieduta da Ignazio Marino, che ne ha documentato le condizioni spesso disumane e di grande degrado, spingendo il Parlamento ad una riforma del sistema di detenzione psichiatrica che andasse verso la loro chiusura.

Il quarto punto, infine, riguarda il “recupero” delle persone affette da malattie mentali, che spesso guariscono o, comunque, imparano a convivere con essa, arrivando anche a condurre una discreta vita sociale.
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, va ancora fatto molto per combattere le patologie mentali, investendo risorse anche per ridurre gli squilibri fra Nord e Sud del Mondo, tenendo presente, ad esempio, che in Africa si ha una media di solo 0,04 psichiatri ogni centomila abitanti (contro i 9,8 dell’Europa).
Quanto all‘Europa, occorre comunque tener presente che qui, secondo l’Oms, “La malattia mentale è in continua evoluzione e costituisce un peso sociale e sanitario non indifferente. Una persona su 3 soffre di disturbi mentali, una su quattro di di problemi di salute mentale, una su sette di depressione o ansia”. In Italia, poi, gli investimenti pubblici per la salute mentale sarebbero ancora assai scarsi, e ciò porterebbe circa 5 milioni di persone a preferire, in questo campo, le cure private, a fronte di circa 1o milioni di persone che soffrono di patologie mentali.

L.F.

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