In Italia boom di maghi, colpa della crisi e dell’anno bisestile…

di Tippi 1

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Gli italiani sono un popolo di creduloni! Complice la crisi economica e le credenze popolari sull’anno bisestile, almeno 3 persone su 10 sono possibili prede di fantomatici maghi, occultisti e giochi d’azzardo. A lanciare l’allarme è Stefano Pallanti, direttore dell’Istituto di neuroscienze di Firenze. La colpa sarebbe da addebitare alla cosiddetta “mentalità magica“, che accomuna tanto la casalinga, quanto il manager in carriera.

E’ la stessa mentalità che ci fa credere ai portafortuna, ai sogni, e che dilaga proprio in tempo di crisi. Come ha spiegato Pallanti:

Chi cade nelle trappole dei falsi maghi e delle superstizioni non è stupido o necessariamente affetto da disturbi psicologici. Piuttosto ha una visione magica della realtà. Una caratteristica che rende facilmente succubi di altri, depositari di un presunto potere. Anche di una forma di potere misteriosa e pericolosa.

Si tratta di una trappola molto potente nelle fasi di crisi ecconomica, come hanno dimostrato gli studi di Daniel Kahneman, lo psicologo vincitore del Premio Nobel per l’economia nel 2002. Kahneman ha dimostrato che più la crisi peggiora, più c’è la tendenza al ragionamento irrazionale e ad assumere le credenze come vere. Questo spiegherebbe il successo di fenomeni come il gioco d’azzardo e le slot machine. Chi si aggrappa ad una visione magica del mondo, inoltre, rischia più degli altri di affidarsi a presunti esperti per risolvere i suoi problemi.

Secondo Pallanti la situazione sarebbe allarmante soprattutto per i giovanissimi, che continuano a coltivare un pensiero irrazionale anche durante la fase dell’adolescenza, quando invece, dovrebbe svilupparsi la capacità razionale. Oggi, infatti, gli aspetti logico-matematici, che sono l’antidoto a forme di irrazionalità, sono più deboli, e non è un caso che i bambini e gli adolescenti abbiano meno competenze matematiche.

Lo testimonia il problema della discalculia, che colpisce il 20% degli adolescenti. La colpa sarebbe da imputare alla comunicazione contemporanea, tutta visiva, e forse al metodo con cui si insegna la logica e la matematica.

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