La Pasqua deprime? Non festeggiatela

di Valentina Cervelli Commenta

La Pasqua è per voi fonte di malessere e depressione? Non festeggiatela: nessuna celebrazione è abbastanza importante da doverla sopportare per forza. Ma allo stesso tempo il consiglio è quello di verificare “perché” tale festività sia così problematica.

Le motivazioni possono essere diverse: nella maggior parte dei casi il problema della persona risiede nel fatto che la celebrazione porta alla mente la mancanza di una persona cara, rendendo il tutto più cupo e non adatto a donare sensazioni positive. In questi casi, a meno che non lo si debba fare per i propri figli o per motivazioni particolari, lo sforzarsi di essere allegri rappresenterebbe solo un altro immenso ostacolo psichico da superare.

Differente discorso può essere intrapreso se ad essere coinvolti vi sono alcune tipologie di ansia sociale: in questo caso tentare di superare, facendo attenzione, quelli che sono i propri limiti potrebbe aiutare la persona a conquistare quel pizzico di libertà in più rispetto ai propri demoni che non guasta affatto.

Più in generale, ad ogni modo, non vi è nessun obbligo di fare nulla: non si deve rischiare di soffrire più di quel che già non si faccia per fare contente altre persone o per rispettare delle tradizioni che lasciano il tempo che trovano. Celebrare la Pasqua deve rappresentare un’occasione per stare insieme e farlo felicemente, scambiandosi affetto e gustosi pezzi di cioccolata mentre si ricordano i festeggiamenti fatti nel passato o ci si reca a Messa per vivere la festa dal punto di vista religioso come effettivamente meriterebbe.

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