Migliorare l’autismo con le marionette

di Redazione 1

 

Per cogliere le emozioni di chi ci sta di fronte non ci vuole sicuramente una sensibilità spiccata, bastano le caratteristiche base dell’essere umano. Il discorso cambia se abbiamo a che fare con dei bambini autistici, perchè per capire il significato di un gesto comune oppure di una difficoltà, loro trovano delle enormi difficoltà.

L’esempio base è nel sorriso, che dimostra gioia e può essere rielaborato come una smorfia. Emmanuelle Rossini della SUPSI (Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana), ha lanciato una nuova metodica, basata invece sull’interazione dei bambini autistici con dei pupazzi animati mossi da uno psicoterapeuta.

Gli esperti che hanno lavorato a questo progetto basato sulla riabilitazione dei neuroni specchio, sono tanti ed il campione di studio verrà avviato presso l’Istituto La nostra famiglia di Como. Il metodo si chiama SAS e prevederà un campione di studio di 36 bambini autistici che verranno seguiti 24 con questo nuovo metodo e 12 con i metodi tradizionali. Grazie al gioco, grazie alle marionette, i bambini, cominciano a stimolare i neuroni specchio per tentare di comprendere la valutazione degli aspetti.

L’intervento è differente dagli altri, secondo il dottor Antonio Salandi perchè: “Non basta insegnare a un bambino con autismo quale sia il comportamento più opportuno da tenere in certe situazioni, il vero obiettivo è aiutarlo a migliorare la sua consapevolezza, capire le sue emozioni, migliorare il livello di empatia con l’altro. Il primo passo dello studio sarà capire fino a che punto, grazie a questa metodologia, i bambini migliorano la loro capacità d’interazione con l’altro, la comprensione delle proprie emozioni e quelle altrui, sviluppando anche un linguaggio che integri in modo coerente la dimensione emotiva e affettiva“.

Commenti (1)

  1. Condivido ciò che ha scritto/detto il Dr. Salandi…
    Credo sia più importante che un genitore impari, si sforza o faccia il possibile per comprendere il proprio piccolo con questi problemi autistici….E che anche il bambino possa piano piano imparare a fare altrettanto….In questo modo può migliorare non solo la relazione tra mamma-bimbo ma anche il bambino può comprendere meglio, spero…., i suoi sentimenti e quelli delle persone che ha intorno.

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