La pazienza è la virtù dei forti

di David S Commenta

La pazienza è la virtù dei forti. Il presidente del Palermo Calcio, Maurizio Zamparini, non è paziente. Maurizio Zamparini non è forte. Con questo, facile e forse semplicistico sillogismo si può spiegare la mancanza di forza del maggior esponente della squadra sicialiana.

Mancanza di forza che è dovuta alla frettolosità con cui cambia l’allenatore della propria squadra. Questo deve far riflettere sulle nostre eccessive aspettative e sulle valutazioni che diamo alle cose. Anche se non avete mai indossato pantaloncini e scarpini e non siete corsi dietro a un pallone, dovete sapere che quello di lunedì fra Zenga e Delio Rossi è il 12esimo avvicendamento in panchina da quando Zamparini ha preso le redini della società siciliana, nel 2002. Zamparini è infatti un habituè del sostituire i mister. Nella sua carriera è la 28esima volta che licenzia il proprio allenatore. Ecco tutti gli “epurati” da Maurizio Zamparini da quando è nel calcio:

Venezia 1988/89: GB Fabbri per Cerantola
Venezia 1989/90: Sabadini per Pasinato
Venezia 1991/92: Marchesi per Zaccheroni e Zaccheroni per Marchesi
Venezia 1992-93: Maroso per Zaccheroni e Zaccheroni per Maroso
Venezia 1994/95: Ventura (Maifredi, Geretto, Ventura, Rossi e ancora Geretto)
Venezia 1995/96: Bellotto per Marchioro
Venezia 1996/97: De Vecchi-Fontana per Bellotto, Bellotto per De Vecchi-Fontana
Venezia 1999/2000: Spalletti (Materazzi, Spalletti, Oddo)
Venezia 2001/02: Buso per Prandelli e Magni per Buso
Palermo 2002/03: Arrigoni per Glerean e Sonetti per Arrigoni
Palermo 2003/04: Guidolin per Baldini
Palermo 2005/06: Papadopulo per Del Neri
Palermo 2006/07: Guidolin (Gobbo-Pergolizzi, Guidolin)
Palermo 2007/08: Guidolin per Colantuono e Colantuono per Guidolin
Palermo 2008/09: Ballardini per Colantuono
Palermo 2009/10: Zenga per Ballardini

I nomi in grassetto non servono solo per attirare la vostra attenzione, ma solo i due allenatori che, costretti a interrompere la collaborazione con Zamparini, hanno lasciato un segno nel calcio italiano.  Alberto Zaccheroni nella stagione 1998/99 ha vinto lo scudetto con il Milan, dopo una rimonta incredibile sulla Lazio. Pensate cosa sarebbe accaduto se il presidente Silvio Berlusconi lo avesse esonerato?

Luciano Spalletti nella sua prima stagione nella Roma nel 2005/06 ha avuto una partenza ad handicap, ma i vertici societari hanno creduto in lui e in quello stesso anno la squadra giallorossa ha stabilito il record di vittorie consecutive e nel 2007/2008 ha sfiorato lo scudetto. Anche se il calcio non è il vostro sport preferito, è la quarta industria italiana ed è un fedele specchio della società italiana, caratterizzata dalla fretta e dalle facili opinioni che ci facciamo su un determinato accadimento. Una domanda nasce spontanea, se gli allenatori sanno del rischio che corrono allenando le squadre di Zamparini perché lavorano con questa spada di Damocle? Forse perché è una spada di Damocle sui generis. Se si ottengono buoni risultati oltre ai soldi dello stipendio si ottiene notorietà, se si viene esonerati solo soldi. Senza gettare ombre sulla professionalità dei nostri allenatori, il dubbio resta più che mai…

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