Perché accontentarsi non è la risposta

di Valentina Cervelli Commenta

Accontentarsi non è sempre la risposta: un conto è l’apprezzare veramente qualcosa di “minore” rispetto alle aspettative, altra questione è farsi andar bene qualcosa (o qualcuno) perché non si vuole lottare o come recita una nota pubblicità “si vuole vincere facile“.

La vita talvolta è molto strana nella tempistica di quello che offre a chi la vive e ci si può trovare in condizioni non favorevoli tentando sì di ottenere il meglio ma sbagliando metodologia. Bisogna infatti fare differenza tra quello che può essere un positivo “training autogeno” e l’autoconvincersi che qualcosa che non andava… vada davvero bene. Lo scotto in caso di errore? La propria felicità: ed in un mondo che ci mette sempre di più a dura prova in ogni comparto delle nostra vita, non vale davvero la pena di sprecare tempo ed azioni in qualcosa che poi si rivelerà deludente.

Imparare ad essere felici delle piccole cose è una lezione che tutti dovrebbero imparare perché via maestra per un’esistenza serena su tutti i fronti ed in qualsiasi situazione: atteggiamento che dovrebbe fare coppia con quello di lottare fino alla fine dei propri giorni per quello che si vuole davvero. Non è un discorso stupido quello del “morire combattendo” piuttosto che rinunciare a prescindere: è sempre meglio sapere di aver fallito dopo aver tentato tanto piuttosto che accontentarsi di qualcosa che alla lunga non si sopporterà più o che sarà causa di malessere.

Come sempre è l’autostima della persona a fare il brutto e cattivo gioco: c’è da lavorare sulla stessa per essere sicuri di prendere la giusta decisione.

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