
Se vi sentite spossati, avete cefalee persistenti, alterazioni dell’appetito, insonnia e irritabilità verso tutto e tutti, allora forse siete vittime dello stress-post vacanze. Questo particolare tipo di stress, sempre più presente nel mondo industrializzato, colpisce ben il 35% dei lavoratori italiani e si manifesta al rientro dalle vacanze, in uno dei periodi dell’anno potenzialmente più faticosi.
Le cause sono diverse: il cambiamento del ritmo della giornata, dello stile di vita, del modo di nutrirsi uniti all’idea di lasciare attività e persone che abbiamo conosciuto in vacanza. Il disturbo è chiamato anche Post-Vacation Blues: il termine deriva da blue, cioè tristezza, ed è collegato al blues, originariamente canto di malessere e angoscia molto diffuso tra le comunità nere americane di schiavi.
C’è addirittura chi propone di scrivere una lista dei fattori di stress per analizzarne le cause e chi si affida a soluzioni curiose, come è emerso da un sondaggio di Coldiretti, secondo cui sei italiani su dieci sceglie prodotti alimentari tipici come souvenir, un modo simpatico per portare il “sapore” della vacanza anche in città .
Ma niente panico. Il problema può essere risolto, ad esempio programmando un “periodo cuscinetto”, cioè tornando a casa con qualche giorno di riposo in anticipo prima di iniziare a lavorare.
Evitare poi cambiamenti bruschi, ma concedersi modifiche lente e graduali soprattutto nella prima settimana: meglio puntare a piccoli e necessari obiettivi invece di immergersi completamente nello studio o nel lavoro. E poi ritagliarsi un pò di tempo solo per noi: uscire per una passeggiata e occupare la giornata con attività piacevoli. Possiamo scegliere momenti di svago come concerti, trascorrere un weekend in agriturismo o rigenerarsi all’interno di un centro benessere, fare una gita equestre con tutta la famiglia.
Tanto per ricordare che anche la quotidianità ha i suoi lati positivi, e soprattutto che possiamo – e dobbiamo – ricaricarci a piccole dosi.