Il potere benefico delle parolacce

di Valeria Del Treste Commenta

È scientificamente provato che le parolacce fanno bene a corpo e mente. La notizia ci arriva da un esperimento effettuato da Richard Stephens e colleghi, durante il quale, in un primo tempo, i soggetti dovevano immergere la mano in un contenitore pieno di acqua gelida urlando una parolaccia a piacere. Nella seconda fase, i soggetti dovevano ripetere l’operazione senza imprecare.

Il risultato è stato che nella prima fase, i soggetti hanno alzato la loro soglia di sopportazione al dolore di quasi il 50%, a differenza della seconda.


Le parolacce, duqnue, sono una vera e propria risposta fisica dell’organismo al dolore, ed esercitano un effetto analgesico, permettendoci di provare meno dolore.
Stephens attribuisce questo speciale potere all’aumento dei livelli di aggressività scatenati dall’imprecazione. Dunque dolore fisico e parolacce sono collegati, e questi stimolano una risposta a livello sia emotivo che fisico.

I meccanismi fisiologici di questo nesso, in realtà, non sono ancora chiari: gli scienziati ipotizzano che le parolacce stimolano una reazione correlata all’istinto di conservazione, detta “fight or flight”, cioè “combatti o fuggi”, che altererebbe la percezione del dolore. Quel che è certo è che le imprecazioni esistono da secoli, indipendentemente da razza o provenienza, e che i centri nervosi attivati si trovano nell’emisfero destro del cervello, collegato all’area emotiva, a differenza delle aree riservate al linguaggio, alla logica e alla razionalità, situate nell’emisfero sinistro.

Dire parolacce giova alla salute e fa accumulare meno cortisolo, l’ormone dello stress.  Ma non è tutto, perché l’effetto benefico non coinvolge solo chi dice parolacce, ma anche chi lo circonda.

Un ulteriore studio eseguito dai professori Yehuda Baruch e Stuart Jenkins sostiene che l’imprecazione a lavoro migliora l’ambiente: giova al morale, rafforza lo spirito di squadra e rende più produttivi. Se i superiori tollerano qualche parolaccia, incitano fortemente la motivazione dei dipendenti.

Qualche curiosità: le imprecazioni sono più diffuse tra parigrado che tra subordinati e superiori, in particolare le donne ne dicono più degli uomini.

[Photo Credits: giovanniportin su Flickr]

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