Prevenire il cancro ai polmoni con analisi e psicologia

di Redazione 2

Secondo un nuovo e recente studio condotto dall’Istituto nazionale tumori (Int) di Milano, in collegamento con i medici ricercatori della Ohio State University di Columbus negli Stati Uniti d’America, ci sarebber una possibilità di prevenzione di cancro ai polmoni. Il test messo a punto ha portato alla luce un esame particolare del sangue, che permetterebbe infatti di prevenire il cancro ai polmoni, agendo in anticipo sulla patologia.

A coordinare questa ricerca sono stati i medici italiani Gabriella Sozzi e Ugo Pastorino, che hanno rilasciato dichiarazioni alla stampa di settore sul fatto che il test del sangue, riesca ad individuare e comunicare la presenza di un tumore, addirittura 2 anni prima della TAC spirale. La ricerca di interessante carattere di rilievo internazionale, è stata anche pubblicata di recente sul giornale PNAS, dove si legge anche che i soldi per il finanziamento sono arrivati sia dall’AIRC (Associazione Italiana Ricerca sul Cancro), sia dal Ministero della Salute, oltre che alla Fondazione Ermenegildo Zegna, dalla Fondazione Cariplo e dalla Regione Lombardia.


Questa combinazione di ricercatori italo – americani, che da anni stanno studiando su questa patologia ha sicuramente rivoluzionato da un certo punto di vista il settore, facendo si che migliaia di persone affette da questa patologia abbiano nuove speranze davanti a se, oltre che più tempo per agire sul proprio corpo. Infatti, quando si tratta di tumore, il primo step fondamentale è proprio la prevenzione. La perdita di tempo nei confronti della cura di un tumore oppure del cancro, significa nel ben 92% dei casi rimanerne vittima e quindi soccombere alla malattia.

Con questa nuova analisi del sangue messa a punto, saremo quindi in grado di prevenire, scoprendo con largo anticipo se ci sono accenni di cancro ai polmoni. Questa grave malattia soprattutto in italia colpisce il 65% dei fumatori accaniti. Lo studio di 5 anni ha esaminato ben 6.000 -volontari.

Un aspetto che però ci interessa più da vicino, è sicuramente quella psicologica. Proprio a questo proposito, si è espresso il Dottor Luigi Grassi, presidente della Sipo (Società italiana di psiconcologia), che ha dichiarato che: “In Italia il numero di psiconcologi è insufficiente a far fronte alla necessità di sostegno psicologico. Il nostro obiettivo è arrivare a definire il profilo professionale dello psiconcologo, che ancora non esiste, e tracciare un percorso formativo adeguato. Anche se è in corso qualche cambiamento, di supporto psicologico ai pazienti si parla ancora troppo poco nelle università. Il risultato è che in Italia non tutti i centri hanno questo servizio”.

A questo proposito esistono dei manuali psicologici editi dalla stessa Sipo, che aiuta il malato oltre a comprendere come aiutare se stesso nella prevenzione, anche ad uscire dalla depressione che porta una situazione di diagnosi di cancro ai polmoni. Una delle regole che troviamo in questo manuale che ci ha colpito tanto, ve la lasciamo come conclusione riflessiva: “Annotare le emozioni in un diario non cercare sempre risposte, non temere di chiedere informazioni ai medici, dialogare, passeggiare in mezzo alla natura e misurare periodicamente la propria temperatura emotiva”.

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