Avere la testa fra le nuvole aiuta la memoria di lavoro

di Luca Fiorucci Commenta

Avere spesso la testa fra le nuvole può non esserci d’aiuto quando dobbiamo applicarci in qualcosa che richiede una certa concentrazione, o anche quando dobbiamo seguire, a scuola o all’università, una lezione impegnativa. Tuttavia, ciò può non essere solamente un difetto o qualcosa che ci ostacola, perchè, secondo una ricerca condotta dal Max Planck Institute for Human Cognitive and Brain Science, le persone che hanno spesso la mente che “vaga” tra le nubi potrebbero avere anche una più consistente memoria di lavoro, quella che ci consente di pensare a diverse cose contemporaneamente, che è collegata anche con l’intelligenza.

Jonathan Smallowed, uno degli autori della ricerca, ha spiegato: “le persone che hanno delle risorse addizionali di memoria di lavoro le impiegano pensando a cose diverse da quello che stanno facendo”. Per arrivare a tali conclusioni, i ricercatori hanno svolto un esperimento nel quale venivano fatti fare ai partecipanti due esercizi. Nel primo, essi dovevano schiacciare un bottone quando vedevano una determinata lettera comparire su uno schermo. Nella seconda prova dovevano bussare leggermente in sincronia col loro respifro. Gli studiosi controllavano volta per volta che i partecipanti finissero questi compiti, per vedere se avessero la mente vagante fra le nuvole. Poi i ricercatori verificavano la memoria di lavoro dei partecipanti facendo loro svolgere un altro breve esercizio. Gli scienziati sono così giunti alla conclusione che le persone con la testa “distratta” durante le prime due prove erano anche quelle che avevano una maggiore memoria di lavoro.
Smallowed ha aggiunto:

“I nostri risultati ci fanno pensare che i tipi di progettazione che le persone fanno abbastanza spesso nella vita quotidiana- quando sono sull’autobus, quando vanno in bicicletta al lavoro, quando sono sotto la doccia- sono probabilmente supportati dalla memoria di lavoro. Le loro menti stanno cercando di distribuire risorse fra i problemi più urgenti.”

Un precedente studio della New York University aveva dimostrato che lasciare che il nostro cervello si prenda dei momenti di pausa durante la giornata è positivo per rinforzare le capacità mnemoniche del cervello stesso.

Foto Credits/Martin Pettitt su Flickr

L.F.

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