Troppo lavoro, depressione in arrivo

di Francesco Russo Commenta

Non potete fare a meno del vostro lavoro? Impiegate tutte le vostre energie per portare a termine i compiti assegnati dal vostro datore di lavoro? Anche tornati a casa continuate a lavorare? Oggi vogliamo parlarvi di quanto lo stress da lavoro possa influire sullo stato di salute dell’individuo. Infatti, vi riportiamo lo studio condotto dalla dottoressa Marianna Virtanen insieme al team di studiosi dell’Università di Londra che hanno individuato qual è il limite massimo di ore che un individuo può sopportare.

Ve ne abbiamo parlato molto spesso su IoValgo. La depressione è uno dei malanni del nostro secolo, che colpisce in gran parte la popolazione femminile. In questo caso, però, l’insorgere di disturbi depressivi è legato alle ore di lavoro che si svolgono in ufficio. Quando un individuo esagera con il lavoro non fa di certo bene. I ricercatori, infatti, sono arrivati alla conclusione che più di tantissimi altri fattori, accumulare ore di lavoro in eccesso è il fattore determinante per lo scatenarsi della depressione. In particolare, non bisognerebbe mai superare le undici ore al giorno, o meglio le 55 ore alla settimana.

Pubblicata sulla rivista Plos One, la ricerca ha interessato duemila lavoratori britannici, di età compresa tra i 35 e i 55 anni. Più dei problemi economici, delle tensioni familiari, di problemi legati all’alcol o alla droga, l’accumulo di ore eccessive di lavoro può portare ad un forte rischio per la salute. Non bisogna sovraccaricarsi di impegni. È, infatti, importantissimo per chi lavora tante ore al giorno riuscire a ricavare dei momenti in cui è possibile riposarsi o svagare. Ci sono poi delle professioni che implicano un grande impegno a livello di responsabilità e l’essere stanchi non facilita l’espletazione del proprio lavoro. Basti pensare ai medici o a coloro i quali si occupano del trasporto pubblico. Dalla distrazione di queste persone dipende la vita di tanti altri individui. Spesso ritmi serrati e orari disumani non contribuiscono ad aiutare il soggetto. Chi lavora in contesti particolari, in cui si è costantemente a contatto con la morte o con situazioni gravi, rischia maggiormente di incorrere in depressione se sovraccarico di stress e di lavoro.

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