Per trovare il lavoro basta il passaparola

di Francesco Russo Commenta

Oggi non è facile trovare lavoro. Il mercato non offre grandi opportunità e molti sono, soprattutto i giovani, alla ricerca di un lavoro che li soddisfi e che possa gratificare le loro potenzialità. Il mondo del web, oltre ai soliti uffici di collocamento, può aiutare moltissimo dando a disposizione degli utenti siti web professionali, che vi permettono di presentare un curriculum vitae dettagliato e interazioni con il mondo delle aziende.

Fra tutti basta citare il più famoso, come Linkedin. Ma ce ne sono tantissimi: InfoJobs,  Quanto è forte il loro potere? Cosa o chi riesce ad essere un buon veicolo di informazione per trovare lavoro? Sorprendenti sono i dati di una ricerca condotta da Isfol basata su dei sondaggi condotti per ben due anni. Secondo l’Istituto per lo Sviluppo professionale, il passaparola è lo strumento più forte per trovare lavoro rispetto a tutti gli altri strumenti moderni utilizzati. Insomma, considerando i dati, possiamo notare che il 30,7% dei partecipanti alla ricerca hanno dichiarato di aver trovato tramite il passaparola garantito da amici e parenti, mentre soltanto il 24% ha sostenuto di aver trovato impiego tramite i classici centri per l’impiego, i concorsi pubblici o l’autocandidatura.

I risultati di questa ricerca possono soltanto farci capire quanto sia problematico il mercato del lavoro in Italia. Ad esempio, più della metà dei soggetti che sono stati intervistati hanno dichiarato che dai centri pubblici per l’impiego non hanno mai trovato delle offerte di lavoro realmente importanti e concrete.

A chi rivolgersi allora? La via più vicina sembra essere quella della famiglia e dei conoscenti. Da quel momento in poi, però, si parla di raccomandazione e il confine fra le capacità reali o meno del raccomandato si fa molto labile. Così anche giovani che sono bravi, ma poco aiutati dal mercato vengono considerati come “raccomandati”. Forse la soluzione bisognerebbe essere ricercata nel mercato e in nuovi mezzi per incentivare l’occupazione. Ma non c’è da disperarsi. Alcune iniziative ci sono, come spiega il direttore di Assolavoro, Agostino Di Maio:

Il numero di persone che si rivolgono a soggetti specializzati come le agenzie per il lavoro, invece di passare per i canali informali, quali conoscenze e raccomandazioni va crescendo, e questo è un dato positivo. L’interazione che abbiamo sviluppato con i soggetti pubblici che si occupano di lavoro ha avuto una forte evoluzione negli ultimi anni. Negli accordi stipulati da Assolavoro con Regioni, Province e Comuni c’è la co-progettazione delle iniziative, la compartecipazione con risorse private delle Agenzie, l’individuazione congiunta della platea dei beneficiari, tendenzialmente soggetti “deboli” del mercato, con l’obiettivo di inserirli nel mondo del lavoro, e il ruolo, in capo ai centri per l’impiego, della verifica e del monitoraggio dei risultati attesi. Si tratta di percorsi virtuosi che cominciano a dare ora i primi risultati. Bisogna continuare sulla strada dell’interazione tra pubblico e privato sia a livello centrale, che su base territoriale.

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