Troppa autostima può essere controproducente?

di Luca Fiorucci Commenta

Un recente studio svolto da Young-Hoon Kim, ricercatore di Psicologia, sembra avvalorare la tesi che un’eccessiva considerazione di sè può essere dannosa, e può portare ad impegnarsi di meno nello studio e nel lavoro, ritenendosi comunque migliori degli altri. Nella sua ricerca, pubblicata di recente dall’American Pshichological Association, Kim ha preso in esame il grado di autostima di 295 studenti di college americani e 2780 studenti delle scuole superiori di Hong Kong, scoprendo così che gli studenti che avevano un’irrealistica considerazione di se stessi generalmente avevano un rendimento peggiore a scuola, erano meno motivati ed erano più a rischio di scivolare nella depressione rispetto a coloro che venivano valutati correttamente, anche se avevano risultati meno buoni.

Lo studioso ha comunque riscontrato alcune differenze tra la mentalità americana e quella asiatica, poichè, ha spiegato, in America si tende maggiormente a motivare i ragazzi, anche assegnando loro voti superiori a quelli realmente meritati, sperando di incoraggiarli così a studiare di più; in Asia, invece, si danno più facilmente voti negativi.
Da ciò, Kim ha dedotto che la cosa migliore è dare agli studenti il voto che realmente si meritano: “Ottenere un punteggio più alto non porta ad una maggiore motivazione” ha spiegato.
Non tutti, però, sono d’accordo con lo scienziato, specialmente fra i sostenitori della psicologia positiva. Per James Pawelsky, del Centro di Psicologia Positiva, gli studenti che si considerano sotto la media probabilmente si impegneranno di meno rispetto a quelli che danno un migliore giudizio di loro stessi. “Ci sono interessanti differenze empiriche tra la cultura occidentale e quella orientale- non c’è un’unica misura valida” ha detto Pawelsky, che ha spiegato inoltre:

 “La psicologia positiva potrebbe sostenere che gli studenti che credono sia possibile per loro avere successo lavorando duramente hanno un buon rendimento e possono ottenere qualcosa. In generale, con quell’approccio- sia che loro pensino di partire da sotto la media, o meno- credo che questi possano più probabilmente risultare avanti nel lungo periodo”.

Young-Hoon Kim sta comunque svolgendo ulteriori studi in varie scuole medie e superiori per cercare riscontri ai suoi risultati, prima di vedere come attuare i cambiamenti che lui ritiene necessari in campo educativo e scolastico.

L.F.

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