Ai bambini bisogna parlare correttamente

di Chiara Commenta

E’ accertato: conversare con un bambino di pochi mesi (si può iniziare subito anche quando sono neonati) come se fosse un adulto, sviluppa la sua intelligenza. Questo avviene anche se non è possibile per lui comprendere ciò che diciamo. Infatti le parole si imprimono ugualmente nella sua mente e nella memoria. E’ importante (non dimenticatelo) però evitare i toni acuti  e che la voce voce sia pacata, monocorde (il che non vuol dire monotona).

In questo modo, gli si trasmette sicurezza ma soprattutto serenità e affetto, ciò di cui un bambino ha sempre impellente bisogno. Si può iniziare la sera con la dolcezza delle filastrocche, infatti, non solo costituisce un momento prezioso da condividere con il proprio figlio e che salda il legame d’amore ma consente l’ “imprinting della lingua“, dato che i bambini sono molto sensibili al ritmo anche quando non conoscono i vocaboli o sono difficili.

Come sviluppare la loro capacità di apprendimento e memorizzazione? Per far sì che la parola si fissi maggiormente nella mente, bisogna accoppiarla ad un oggetto o a un gesto. Ad esempio: si dice al piccolo: “Questo è il latte per te” agitando il biberon. “Sei l’amore di mamma” con un bacio. Inoltre quando il vostro cucciolo mette insieme le prime sillabe, bisogna sforzarsi di capire cosa dice e vuole comunicarci. E bisogna ripetere la parola esatta, evitando, se è possibile le correzioni. In questo modo la “tatta” diventerà la tazza e l’adulto ripeterà: “Ecco la tazza“.

E’ dai diciotto mesi in poi e sempre parlando al bambino con frasi corrette ma non eccessivamente lunghe, che i genitori lo aiuteranno a formulare frasi sempre più complesse e a strutturare il pensiero. Ma non limitatevi solo a questo, leggergli una storia, gli darà modo fin da piccolo che le parole sono nei libri. In futuro nella lettura cercheranno molto di sè, per allargare il proprio vocabolario e accrescere la propria mente.

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