Baby blues e depressione post-partum

di E. Negri 2

Diventare mamma è un’esperienza unica: tuttavia, la maternità non è fatta di sole gioie. In questo periodo possono nascere infatti profonde sofferenze, come il baby-blues e la depressione post-partum. Problemi difficili da confessare e assolutamente da non trascurare.

Subito dopo il parto, nella grande maggioranza dei casi, la neomamma si trova a dover affrontare il cosiddetto baby blues, uno stato emotivo in cui scoppi improvvisi di pianto, irritabilità e ansia si alternano a momenti di profonda felicità.

Una reazione normale, addirittura fisiologica, causata dal repentino calo degli ormoni che si verifica dopo il parto e che provoca di conseguenza un’instabilità emotiva. Se all’equilibrio fisico aggiungiamo anche le difficoltà iniziale dell’allattamento, della gestione del bambino, della carenza di sonno, è naturale che i primi giorni di maternità possano essere molto complessi per una donna. Serve quindi un po’ di pazienza per far sì che il proprio organismo ritrovi il proprio equilibrio.

Se la sensazione di malinconia arriva o si ripresenta dopo il secondo o terzo mese, può trattarsi di depressione post-partum, una vera e propria patologia che colpisce il 10% delle mamme.

Spesso le donne in queste condizioni si vergognano di questo problema e non chiedono aiuto. Come accorgersi allora di questo male oscuro?
Attenzione ai sintomi: disturbi del sonno, difficoltà di concentrazione, senso di colpa, senso di inadeguatezza rispetto al proprio ruolo mamma, disturbi alimentari, assenza di desiderio sessuale, stanchezza cronica, preoccupazione ossessiva nei confronti del bambino o, all’opposto, disinteresse.

Questo stato può essere causato o aggravato da diversi fattori, come ad esempio l’assenza di un partner o di un sostegno sia emotivo sia concreto nell’accudire il neonato, la gelosia di un altro figlio e la solitudine.

È fondamentale quindi che la neomamma non debba essere la sola persona che si occupi del piccolo. Tuttavia non è sempre facile: molte mamme soffrono di profondi sensi di colpa se delegano qualche compito ad altri, convinte di abbandonare il figlio. E’ necessario convincersi che in questo modo si possano recuperare energie che si rivelano importanti per migliorare la propria relazione con il bimbo, ponendosi verso di lui con una maggiore positività.

Nonostante le evidenti difficoltà, bisogna combattere la depressione post partum con una buona gestione del sonno (la stanchezza incide fortemente sullo stress), oltre che con un’alimentazione corretta e completa. Da evitare l’isolamento: non bisogna rinchiudersi in casa, ma cercare di uscire e di cercare la vicinanza con altra gente. L’ideale sarebbe poter coltivare per qualche ora a settimana i propri hobby e praticare attività fisica, per ritrovare la serenità. Infine, meglio con altre mamme sull’argomento per non sentirsi sole.

E se i sintomi persistono, è necessario contattare un terapeuta in grado di sostenerci, per evitare che le sofferenze peggiorino con il passare del tempo.

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