I bambini stressati sono più a rischio obesità

di Luca Fiorucci Commenta

E’ bene che i bambini e i ragazzi crescano in un ambiente sano e sereno, per il loro benessere sia psicologico che fisico. Una ricerca della Cornvell University sembra infatti dimostrare l’esistenza di un legame tra lo stress subito da bambini, per motivi come problemi familiari o povertà, e la possibilità di diventare obesi durante la crescita.

Secondo lo psicologo ambientale Gary Evans, che ha condotto la ricerca, lo stress renderebbe infatti più difficile per questi bambini avere l‘autocontrollo sulle loro emozioni e sui loro comportamenti, e ciò, crescend0, potrebbe portare all’obesità. Spiega Evans:

Questi bambini sono più pesanti, e aumentano il peso più velocemente quando crescono. Un predittore molto buono della capacità degli adulti di seguire abitudini sane è la loro capacità di autoregolarsi. Sembra ragionevole che le origini di questa siano probabilmente nell’infanzia. Questa (ricerca) sta cominciando a far venir fuori ciò.

I ricercatori hanno misurato l’altezza e il peso di 244 bambini di nove anni e preso in considerazione vari fattori che potevano causar loro stress, come l’essere esposti a violenze o il vivere in una casa povera. Quindi hanno cercato di verificare la capacità dei bambini di rimandare una piccola soddisfazione, chiedendo loro di decidere se aspettare per avere una grande quantità di caramelle o averne subito una quantità media, e hanno continuato a monitorare l’altezza e il peso dei ragazzi per altri quattro anni.
Il dottor Evans ha spiegato che, anche se non ci sono prove certe che l’incapacità dei bambini di rimandare la gratificazione provochi un aumento di peso, ci sono molti elementi che fanno presupporre ciò. Già alcune ricerche precedenti facevano infatti presuppore l’esistenza di un legame tra lo stress cronico e l’obesità nei bambini e negli adolescenti, e ci potrebbe anche essere un meccanismo neurocognitivo alla base di ciò: “Ci sono alcune prove che le parti del cervello che sono vulnerabili e sensibili allo stress, particolarmente nella prima parte della vita, siano alcune delle stesse parti coinvolte in questo comportamento di autoregolazione” ha spiegato Evans.
Secondo gli studiosi, questa ricerca può avere implicazioni per gli interventi educativi sui bambini, che dovranno tener conto anche della loro capacità di tenere sotto controllo le emozioni, e per eventuali interventi finalizzati a ridurre i fattori di stress.

 

Foto Credits/Bedtime Champ su Flickr

 

Luca Fiorucci

 

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