Convivenza? No grazie!

di Chiara 2

 

Insieme ma non sotto lo stesso tetto, questa è la condizione che alcune donne pongono alla propria relazione. Ci sono donne infatti per cui sembra difficile l’idea di sposarsi o convivere, anche quando si è innamorati e si vive un felice rapporto di coppia. Preferiscono vivere il rapporto giorno per giorno, scegliendo i momenti da condividere con il partner.

Un modo di intendere la coppia meno rassicurante e forse più difficile di quello in cui gli spazi e la quotidianità vengono vissuti in due. Ma quali possono essere i motivi della decisione di non vivere con lui? Le ragioni sono diverse: paura, referenzialità, individualismo.

Di sicuro, fino a quando nella coppia prevalgono interessi e forme accentuate di egoismo, non si può andare lontano nel difficile cammino della crescita emotiva. Il senso del “noi”, di noi due insieme prevede anche le piccole cose di ogni giorno e comporta un affidarsi reciproco, nel quale ognuno si sente amato e protetto.

Queste situazioni riguardano di solito donne narcisiste, che non vogliono un coinvolgimento profondo con il partner, poco propense al cambiamento nella loro quotidianità. Nel caso si temi la quotidianità, la domanda da porsi in questo caso è: “Quanta felicità siamo disposti a barattare in cambio di un pò di sicurezza? “. Se lo chiedeva Freud ed è un interrogativo sempre attuale. In realtà la paura di perdere l’attrazione è un falso problema, come è una falsa soluzione costruire un “rifugio” amoroso fatto soprattutto di erotismo.

Al di là del fatto che l’amore inteso come sola passione non ha futuro, non è detto che un rapporto stabile debba essere per forza noiosa routine. Tanto dipende da noi: spesso, infatti, siamo noi stessi che trasformiamo in abitudini le persone che amiamo. Preferiamo considerarle prevedibili, scontate. Invece bisogna imparare a vedere quello che l’altro ha di speciale anche nella vita di ogni giorno, non solo nei week-end o in altri momenti “ritagliati” in cui ci si incontra.

Commenti (2)

  1. Salve, volevo porle un quesito.. E quando si tratta di un difetto estetico come funziona? Si può autoironizzare anche se questo problema ha creato disguidi durante il corso della propria vita? E poi, se non è risolvibile, può essere utile comunque?

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