Donna, vale di meno se non è madre?

di Valentina Cervelli Commenta

La donna vale di meno se non è madre? No, assolutamente. E questo è un concetto che ogni esponente di sesso femminile deve ricordare. In ogni momento della sua vita, a prescindere da ciò che verrà lei detto in qualsiasi contesto. Ufficiale o meno.

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Perché in un momento in cui, a causa di slogan che lasciano il tempo che trovano, anche il ministero della Salute promuove una figura anacronistica non tenendo conto di tutte le possibili ragioni per le quali una donna non fa un figlio a venti anni come accadeva una volta, pensare di essere sbagliate diventa facile se non si ha una forte autostima.  Non è femminismo, non è voglia di “ribellarsi”: è semplicemente un fatto reale che la donna non valga in base all’uso del suo utero e dei suoi organi genitali.

E’ la vita, la forza di volontà che la stessa esprime in ogni attimo della sua esistenza lottando per raggiungere i suoi obiettivi che scandiscono il valore di una donna. Non il mettere al mondo dei figli da “giovani”. Ci troviamo in una situazione socioeconomica in Italia che spesso anche chi vorrebbe avere presto una progenie si trova obbligato ad attendere di potergli offrire un tetto sulla testa e da mangiare.

E’ importante che le donne comprendano, a prescindere da campagne forse giuste accompagnate da slogan sbagliati, che solo loro stesse devono avere il controllo di un lato così importante della propria vita. Le pressioni devono essere ignorate e soprattutto non si deve dimenticare di valere. Sempre e nonostante tutto.

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