La gentilezza ? Può dipendere da un gene

di Luca Fiorucci Commenta

Essere una persona simpatica e gentile non dipenderebbe soltanto dall’educazione ricevuta da piccoli, ma, stand0 a quanto scoperto da una ricerca condotta dal professor Michel Poulin della University of Buf potrebbe dipendere anche da alcuni geni, in particolare da alcuni recettori dell’ossicitocina e della vasopressina che renderebbero più gentili e generosi. Già alcuni studi precedenti avevano dimostrato che l’ossitocina e la vasopressina favorirebbero la generosità; addirittura, l’ossitocina è stata chiamata “la droga dell’amore” o “la coccola chimica” e si ritiene portrerebbe anche ad avere un comportamento materno.

La ricerca ha inoltre rimarcato che l’ossitocina può influenzare la generosità da un punto di vista economico, ad esempio aumentando l’empatia e migliorando le interazioni con le persone a cui si è più legati. Anche la vasopressina renderebbe le persone più generose economicamente e gli uomini più disposti a prendere impegni con un’altra persona.
Per il loro studio, i ricercatori hanno somministrato un sondaggio online circa l’atteggiamento individuale verso i doveri civici, le altre persone, le attività di beneficienza, e il mondo nel suo complesso. Quindi venivano presi dei campioni di saliva da 711 soggetti per vedere che tipo di ossitocina e di gene recettore della vasopressina essi avessero.
La ricerca ha rivelato che i geni, assieme alla visione che uno ha del mondo, tendono ad essere collegati a comportamenti gentili nelle persone. Il professor Poulin ha spiegato che il gene dellla “gentilezza” potrebbe aiutare le persone a superare le loro paure nei confronti del mondo, rendendole invece più disponibili ad aiutare gli altri. Infatti, coloro che ritengono che il mondo sia un posto crudele ma hanno i recettori genetici della gentilezza tenderanno comunque ad essere generosi.
Il professor Poulin ha affermato:

Per le persone con le versioni “della gentilezza” dei geni che abbiamo identificato (le versioni collegate a più comportamenti prosociali nelle precedenti ricerche) non vi era nessuna influenza dell’avere una visione positiva del mondo. In altre parole, gli individui con la cosiddetta versione “più gentile” di questi geni erano ugualmente generose, non aveva importanza ciò che loro pensassero della bontà delle altre persone.”

Il professor Poulin ha comunque avvertito che ancora non abbiamo trovato un vero e proprio gene della gentilezza, ma semplicente qualcosa che contribuisce a rendere una persona più bendisposta verso gli altri, ma in questo gioca comunque un ruolo principale la visione del mondo che si ha. “Essendo tutte le altre cose uguali, noi siamo più disposti a dare agli altri quando pensiamo che gli altri sono buoni e fidati piuttosto che quando riteniamo che gli altri siano tirchi o egoisti” ha aggiunto Poulin.

Foto Credits/ RambergMediaImages su Flickr

L.F.

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