Gestire il panico da maturità

di Francesco Russo 3

Gli esami di maturità hanno avuto inizio e tanti giorni passati a studiare, le ore piccole notturne, la sofferenza d’insonnia per chi è troppo preoccupato e l’ansia, non hanno fatto proprio bene.

Soprattutto per i soggetti troppo ansiosi, c’è la necessità di comprendere cosa fare per rilassarsi.

Questo finale di stagione scolastica a base di studio e di licenze superiori e medie, sembrerebbe essere una specie di trampolino di lancio per la “piscina estiva” del relax o ai vecchi giochi come da bambini. Ed allora vediamo come fare a tenere a bada il panico in questi giorni, senza necessità di dover utilizzare tranquillanti o altre cose del genere.

L’esperienza di ricerca che illustra come ben due ragazzi su tre, vengono presi da attacchi di panico, agitazione, cefalea e tachicardia in vista degli esami, ci spinge a comprendere cosa avviene a livello inconscio. Per comprendere qualcosa in più, ci basiamo sulle parole della dottoressa Paola Vinciguerra, psicologa e psicoterapeuta presidente dell’Eurodap (Associazione europea disturbi da attacchi di panico):

“Finché si va al liceo si è spensierati, ancora irresponsabili, poi è come se finisse il gioco e da quel momento cambia la vita perché si deve pensare davvero al futuro, al lavoro. Si deve decidere cosa fare. Questo cambiamento può far andare in crisi, e in ragazzi particolarmente sensibili può anche provocare vere crisi di panico”.

Oltre al panico proprio, si aggiungono una serie di motivazioni come il timore di deludere i propri genitori, oppure quello di essere giudicati dai propri amici. La paura di separarsi dai compagni di classe ed anche la chiave di lettura legata ai troppi dubbi sul futuro.

Per evitare tutto ciò, è importante fare attività fisica all’aperto per scaricare la tensione, cercare di dormire il giusto numero di ore quotidiane oltre che mangiare in modo sano, onde evitare di appesantire il proprio organismo e non permettere al cervello di riposare bene.

Commenti (3)

  1. Secondo me la ragione vera, ed è una cosa bruttissima a pensarci, è che TUTTA la società sembra goda di un sadico piacere nell’incutere terrore allo studente maturando. Tutti gli dicono fin da bambino che la maturità è il primo vero esame della vita, che dopo si inizia a lavorare, che dopo finisce la spensieratezza, che dopo il mostro di Loch Ness li mangerà. Tutte balle. Ma se una balla è ripetuta da tutti ecco che diventa verità, e dopo ci si aspetta che uno non vada in panico… Iniziamo a parlare dell’esame di maturità come quello che effettivamente è, una baggianata che alla fine si risolve con poco e senaz mostri di Loch Ness pronti a mangiarti, e già i risultati saranno eccellenti.

    1. concordo e aggiungo che con il meccanismo dei crediti e della media è già tutto deciso sulla valutazione finale… ergo se si hanno buoni voti e la carriera è a prova di esame meglio non angosciarsi troppo 🙂 poi se si vanno a vedere le percentuali di bocciati alla maturità si dorme ancora più sereni… però è un po’ come l’esame di laurea, lì sai che non possono che promuoverti ma un po’ di ansia la vivi lo stesso… poi l’ansia, se non è eccessiva, motiva e ti dà la tensione necessaria a superare lo scoglio concentrando le risorse…
      sulla spensieratezza non direi che finisce dopo la maturità, diciamola tutta, l’adolescenza non sempre è questo grande bel periodo e non si può generalizzare, c’è chi vive meglio da adulto, quando raggiunge l’indipendenza, va via di casa, fa le sue scelte…

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