Infertilità, meglio non essere magre?

di Francesco Russo Commenta

Sia l’eccessiva magrezza che l’obesità sono problemi che affliggono tantissime donne al giorno d’oggi. Sono sicuramente patologie da non sottovalutare e da tenere sotto controllo. Uno stile di vita alimentare sano ed equilibrato è difficile da conseguire, ma con diete accurate e saggi consigli medici è possibile. Curioso è il risultato di un’indagine condotta dal Fertility Center di Chicago: più si è magre più si è a rischio infertilità.

Il responsabile dello studio, il dottor Richard Sherbahn, ha considerato come molto spesso non vengano considerati a dovere tutti gli effetti negativi dell’eccessiva magrezza. Sembra ci sia maggiore attenzione solo nei confronti dei problemi legati al sovrappeso. E invece lo studio del Centro di Chicago è arrivato alla conclusione che donne troppo magre hanno più difficoltà nel concepimento: solo una probabilità su tre di restare incinte rispetto alle coetanee in sovrappeso. Sono state effettuate analisi su oltre 2.500 cicli di fecondazione in vitro e la conclusione è questa.

In particolare, si è proceduto a dividere le donne in tre gruppi: donne troppo magre con un indice di massa corporea compreso tra 14 e 18, donne normopeso e donne obese.  Da non dimenticare è che tutte le componenti dei gruppi risultavano produrre un numero simile di ovuli. Nonostante questo, insomma, come detto poco prima, le donne eccessivamente magre hanno dimostrato di avere pochissime probabilità di iniziare una gravidanza, mentre chi presentava un peso normale aveva una possibilità su due di concepire un bambino e le donne in forte sovrappeso le seguono con una probabilità di poco inferiore.

Secondo i ricercatori la difficoltà nel concepimento non sarebbe dovuta al ciclo irregolare o ad una particolare situazione ormonale, bensì al problema degli embrioni di riuscire ad impiantarsi nell’utero di donne che sono molto denutrite. Infatti, il dottor Sherbahn ha affermato che:

E’ possibile in termini evolutivi che essere troppo magri sia un indicatore del fatto che forse il cibo non è facilmente disponibile e che, quindi, non è il momento migliore per riprodursi.

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