L’autostima: come diventare persone migliori

di Chiara Commenta

L’autostima è lo specchio che non rimanda immagini deformate e deformanti, è la valutazione che ci diamo senza ferirci, la percezione profonda che abbiamo di noi stessi.

Gli psicologi ne danno diverse definizioni: “concetto di sé”, “abilità personale”, “autopercezione”, ma è solo in base alla considerazione che abbiamo della nostra persona, che è possibile agire nel presente e progettare il futuro.

Molte volte nel corso della nostra vita abbiamo subito arbitrariamente o costruttivamente delle critiche, inficiando o migliorando questa nostra risorsa che spesso si regge su un equilibrio precario.

Le informazioni che determinano l’autostima possono essere oggettive e soggettive e fanno capo a tre tipi di sé: il sé reale che ci consente di valutare oggettivamente le nostre capacità, il sé percepito che è il giudizio che diamo del sé reale. Non facilmente il sé reale e il sé percepito coincidono, anzi quasi mai, dando luogo il più delle volte ad errori di valutazione. Il sé ideale, è influenzato da molti fattori quali la cultura, l’età, la società, è rappresenta le nostre proiezioni, il modo in cui vorremmo essere.

La nostra serenità è spesso minacciata dal conflitto che contrappone il sé ideale al sé percepito. La denigrazione, l’insoddisfazione, pone distanze siderali tra di noi e ciò che vorremmo essere, condannandoci ad un’irrimediabile infelicità. Differentemente, le persone con un forte ego, credono d’aver raggiunto e realizzato il proprio obiettivo ma questa si rivela il più delle volte essere semplicemente un’opinione.

L’autostima investe vari ambiti ed include gli amici, i parenti, conoscenti e la considerazione che ne riceviamo (sociale). I nostri successi o le nostre inconcludenze sociali (scolastico/lavorativo), non può prescindere dagli affetti e dalla tranquillità, la sicurezza che questi ci trasmettono; per cui da bambini sentiamo forte l’esigenza dell’approvazione da parte dei genitori (familiare). E infine non è slegata dall’immagine che abbiamo di noi stessi e la sensazione che ci trasmette (corporeo).

Alcune malattie psichiatriche intaccano proprio la stima che abbiamo di noi stessi, nella depressione infatti, si tende alla continua svalutazione, quando non addirittura al disprezzo, nelle manie, invece diversamente si tende all’esaltazione, fino ad arrivare, nei casi più gravi, a reputarsi “persone importanti”.

L’autostima pertanto è indispensabile nell’armonioso sviluppo della personalità. Quando da bambini realizziamo che esistiamo come individui, allora sentiamo l’impellente bisogno di confrontarci, consapevoli che non siamo soli, ma viviamo in un ambiente denso di eventi, di momenti e soprattutto di persone che interagiscono con noi.

 

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