Déjà vu, l’impressione di aver già vissuto la stessa situazione

di Valeria Del Treste 2

Quante volte vi è capitato di pensare “io questa situazione l’ho già vissuta!” oppure “io questo posto l’ho visitato in passato..”. Questo fenomeno è definito déjà vu, che letteralmente significa “già visto”; ma cos’è precisamente il déjà vu e come si spiega la forte impressione di aver già vissuto la stessa esperienza?

Il termine déjà vu è stato utilizzato per la prima volta da Emile Boirac, uno psicologo francese e sta ad indicare la sensazione di aver già vissuto un avvenimento che si sta verificando; Boirac descrisse questo strano fenomeno nel suo libro “L’Avenir des sciences psychiques” e dopo di lui molti altri medici e psicologi hanno approfondito il tema.
Nonostante ciò non si è mai arrivati ad una conclusione universalmente condivisa, ma dai numerosi studi effettuati sul dèjà vu sono emerse 4 spiegazioni plausibili associate ad altrettante teorie.
Secondo le teorie neurologiche il déjà vu è causato da una disfunzione del sistema nervoso, il medico austriaco Josef Spatt ne colloca l’origine nell’attivazione inappropriata della corteccia paraippocampale, che ha la funzione di rilevare la familiarità con il mondo esterno.
Nella teoria del processamento duale, invece, il Dottor Pierre Gloor spiega l’impressione di aver già vissuto l’esperienza in questione come una rara disattivazione del sistema di recupero della memoria; nei suoi studi il Dottor Gloor evidenziò l’esistenza di due sistemi neurali coinvolti nelle funzioni mnestiche, uno con il compito di recuperare i ricordi e l’altro di rilevare la sensazione di familiarità. Il fenomeno pertanto si presenterebbe nei momenti in cui il sistema della familiarità è attivato mentre quello adibito al recupero del ricordo non è funzionale.
La terza teoria è quella attenzionale, che spiega il déjà vu come frutto di una doppia percezione, in cui l’interruzione dell’attenzione causa la perdita dell’informazione a livello cosciente, che però riemerge a livello percettivo provocando l’impressione di averla già vissuta.
Infine le teorie mnestiche spiegano il déjà vu come un errore di memoria che provoca la sensazione di familiarità partendo da elementi che abbiamo realmente visto, sia nella vita quotidiana che in un libro o in tv che riemergono in un contesto simile ma che non riusciamo ad identificare proprio a causa di questo errore.
Nonostante inizialmente si temesse che il déjà vu potesse associarsi all’esistenza di disturbi neurologici in quanto compare frequentemente negli individui che soffrono di epilessia, gli studi del Dottor Alan S. Brown hanno dimostrato che questo fenomeno compare nella maggior parte della popolazione senza essere necessariamente collegato ad eventuali patologie del sistema nervoso.
Foto: Flickr

Commenti (2)

  1. E’ finalmente uscito un libro che fa comprendere chiaramente cosa sia li dejà vu e lo spiega come una richiesta da parte della nostra anima a non produrre energia-tempo attraverso i nostri pensieri.

    Attraverso il fenomeno dejà vu l’anima vuole dimostrarci come lo spazio-tempo sia un concetto a lei avulso, infatti l’anima vive una condizione di continuum dove il tempo lineare come noi lo concepiamo non esiste, ciò inoltre spiega i sogni profetici proprio perché l’anima è a conoscenza del futuro a cui andiamo incontro, ed essendo noi parte di lei, è ben lieta di aiutarci quando ne ha la possibilità, cioè quando dispone dell’energia necessaria, ecco perché chi fa meditazione vive situazioni di dejà vu che sono indice della qualità energetica dell’anima.

    L’anima è quella intelligenza che presiede contemporaneamente a tutte le attività involontarie del nostro organismo come il battito cardiaco o il respiro e durante il sonno svolge un lavoro rigenerativo attraverso il quale elimina delle energie mentali che abbiamo prodotto durante la giornata, ma siccome quando noi pensiamo lo facciamo sempre al futuro o al passato l’energia pensiero-tempo emette delle vibrazioni inquinanti della nostra anima che, come ci dimostra nel dejà vu, non conosce il tempo.

    L’anima ci parla di questa sua condizione attraverso i sogni che non sono altro che una richiesta a non produrre energia tempo proprio come il dejà vu e ci descrivono gli effetti che questa energia nefasta ha sul nostro organismo (corpo/anima).

    Per chi volesse maggiori informazioni consiglio la lettura del libro che si intitola: Il vero significato dei sogni, scritto da Giancarlo Gattesco, Aldenia edizioni.

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