Le relazioni pericolose

di E. Negri 1

Molto spesso siamo legati a persone che ci fanno male: siamo più o meno consapevoli della cattiva influenza che altri esercitano su di noi, ma non riusciamo a troncare i rapporti come vorremmo. Perché continuiamo a frequentare persone che ci causano sofferenza? E come chiudere con queste situazioni sgradevoli?

Sia l’amicizia sia l’amore possono portarci ad attaccamenti e passioni profonde, a volte anche piene di elementi distruttivi che pesano fortemente nella nostra vita. Alcuni di questi schemi perversi possono riflettere alcune nostre lacune psicologiche e quindi rischiare di ripetersi nel corso della nostra esistenza. Per affrontare queste problematiche relazionali, il primo passo è individuare quali sono le caratteristiche di un rapporto negativo.

In molti casi ci sono relazioni che creano dipendenza: amici o partner possono soggiogare in modo molto forte. In questo tipo di frequentazione, è facile perdere la bussola, specialmente se cerchiamo di renderci importanti o desideriamo sentirci molto amati.

Esistono poi persone narcisistiche che mettono se stessi prima di tutto: questa tipologia di individui si trasforma molto spesso in veri e propri manipolatori affettivi, mescolando momenti di forte adulazione o tenerezza ad aggressività verbale e meschineria. La loro vittima, se soffre di insicurezza, rischiare di restare letteralmente intrappolata in questo meccanismo che non le permette di avere la stabilità sufficiente per chiudere il rapporto.

Alcuni rapporti invece nascono all’insegna dell’adulazione e dell’idealizzazione: chi soffre di questo problema mostra un profondo attaccamento a qualcuno, spesso soffocandolo con attenzioni e regali, assumendo a volte un atteggiamento ossessivo. Un comportamento che si avvicina ad una regressione infantile, trasferendo su una persona tutta l’ammirazione sconfinata che da bambini provavano nei confronti dei genitori.

Altre volte il problema è l’eccessiva somiglianza delle persone coinvolte: esistono infatti amicizie che creano una vera e propria simbiosi. In molti casi questi rapporti nascono come rifugio da un mondo esterno considerato poco accogliente: ricreiamo così un habitat sicuro con qualcuno che ci assomiglia come uno specchio. Ad esempio, un alcolista potrà scegliere un partner con la stessa dipendenza, per mascherare il suo problema e anzi trasformarlo nel collante di un’unione. Il rischio è di aggravare per entrambe le persone coinvolte il problema presente a monte.

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