L’ipocondria: un’errata percezione del proprio corpo

di Chiara Commenta

 

Sicuramente non una ma molte volte abbiamo sentito parlare o conosciuto persone che ricorrono frequentemente a medici e specialisti perché estremamente in ansia per il proprio stato di salute. Persone che vivono una continua paura per le proprie condizioni e che sentono l’esigenza di essere rassicurate.
Questa è l’ipocondria, quella dai risvolti profondi e i cui significati inconsci vanno oltre l’insicurezza superficiale.

La definizione precisa sottolinea che questa è “la preoccupazione legata alla paura di avere, o alla convinzione di avere, una grave malattia, basata sulla errata interpretazione di uno o più segni o sintomi fisici”, pur non essendoci un riscontro medico che attesti la reale patologia.

Ed è questo motivo per cui tale disturbo viene annoverato tra quelli somatoformi che se fanno pensare ad una condizione medica generale, in realtà e che in realtà non sono affatto giustificati da essa.

Purtroppo questo è un tipo di disagio che difficilmente viene riconosciuto dai medici e dai pazienti , realizzare infatti che i sintomi che si avvertono sono frutto di una distorsione dei propri stati d’animo porta ad un profondo stato depressivo. Tant’è che quando questo disturbo viene riconosciuto, il paziente vive un tale sconforto che spesso l’unica reazione è quella di trovare un altro specialista che non conoscendo la sua storia medica, inizi nuovamente a somministrargli tutta una serie di accertamenti e di analisi anche invasive.

Sono persone che hanno una fissazione eccessiva per ogni singola manifestazione fisiologica del proprio corpo e ad ogni percezione corporea o alterazione fisica corrono dai medici e pur di risolvere il problema che essi accusano, sono disposti ad operazioni inutili talora anche con conseguenze devastanti.
Alcuni dei criteri diagnostici per comprendere i sintomi dell’ipocondria:
Innanzitutto la preoccupazione di avere una malattia grave, data dall’erronea interpretazione di sintomi somatici e nonostante la valutazione e la rassicurazione medica appropriata.

E’ necessario pertanto un lavoro terapeutico che permetta una migliore ma soprattutto reale percezione del proprio corpo e delle sue reazioni.

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