Psicoterapia breve strategica, intervista al professor Nardone

di Paola P. 4

Psicoterapia breve strategica

Un trattamento terapeutico per guarire dalle fobie e non solo in tempi brevi, quasi magici… per saperne di più abbiamo contattato l’ideatore dell’intervento breve, il professor Giorgio Nardone, che ci accompagnerà nel nostro speciale sulla psicoterapia breve strategica, raccontandoci anche di alcune applicazioni pratiche a disagi più o meno comuni, come la cardiofobia, la dismorfofobia, il disturbo ossessivo compulsivo.

Ma partiamo dalla storia della psicoterapia breve strategica e dalla descrizione dell’approccio nuovo, operato a partire dalla brief therapy della Scuola di Palo Alto.

Professor Nardone, può spiegarci in cosa consiste la psicoterapia breve strategica?

La Psicoterapia Breve Strategica, definita nel secolo scorso “l’arte del cambiamento terapeutico” per la capacità di produrre rapidi cambiamenti in complesse situazioni patologiche, è un Modello di intervento sui problemi umani che nasce dall’incontro di due tradizionali approcci alla cura del disagio psichico: quello dell’ipnoterapeuta M. Erickson, ed in particolare il suo uso delle tecniche indirette di influenzamento interpersonale quali ristrutturazioni, suggestioni e prescrizioni ingiuntive e, l’approccio “Brief therapy” dell’M.R.I. (Watzlawick, Weakland, Fish, Jackson), che negli anni ’70 formalizzò il primo Modello di intervento focalizzato sul costrutto operativo di “tentata soluzione”, cosicché il terapeuta attraverso manovre tese a bloccare i tentativi fallimentari di gestione del problema ne guidava il paziente alla remissione.

Alla fine degli anni ’80, grazie anche alla mia stretta collaborazione con P. Watzlawick (durata fino alla sua scomparsa) abbiamo divulgato i risultati di una mia ricerca, continuando a sperimentare proprio come criterio i costrutti della Scuola di Palo Alto (Italian Edition, 1990 – L’Arte del Cambiamento – Ponte alle Grazie) . Per la prima volta vengono presentati alla comunità internazionale dei “protocolli specifici” di trattamento per le più invalidanti patologie psicologiche, con la presentazione di una sistematica e rigorosa ricerca valutativa che ne ha confermato la efficacia e la efficienza, dimostrando come attraverso la loro applicazione si potessero curare rapidamente la maggior parte delle patologie psichiche e comportamentali.

Si può dire che questo sia stato il mio innovativo lavoro, apprendere dal Modello originario di “Terapia Breve” per costruire un Modello evoluto che si chiama “Terapia Breve Strategica” composto da protocolli di trattamento specifico per le forme più invalidanti di patologia, trasformando in tal modo l’approccio strategico da arte a tecnologia del cambiamento.

Questo permette al terapeuta di avere una linea guida sia delle fasi del processo della terapia dall’inizio alla fine, sia degli stratagemmi terapeutici più idonei a sbloccare i patterns di interazione disfunzionale tra la persona e la rappresentazione della sua realtà. A tal fine il Modello di TBS mira in primo luogo, attraverso l’utilizzo di tecniche indirette e dirette, a far vivere al paziente una esperienza emotiva-percettiva correttiva, ovvero una diversa modalità di percepire la realtà problematica, che dovrà essere ripetuta e consolidata nel corso della terapia, fino a costituire un nuovo equilibrio connotato da modelli percettivi, comportamentali e cognitivi funzionali al benessere della persona. Cosicché la prima e la seconda fase della terapia sono incentrate su tecniche idonee ad avvicinare a livello relazionale il paziente e a realizzare il primo sblocco dalla patologia, mentre le ultime due fasi della terapia si basano sull’accompagnamento al recupero di un nuovo equilibrio e all’acquisizione di fiducia nelle proprie capacità e risorse.
I cambiamenti terapeutici prodotti, sono il più delle volte talmente rapidi, spesso basta la prima seduta, da poter apparire quasi magici, ma come sostiene Clarke “una tecnologia abbastanza avanzata nei suoi effetti non è dissimile da una magia”.
Ovviamente oggi i protocolli specifici messi a punto da me e dai miei collaboratori si sono ampliati e attualmente riguardano le maggioranza delle patologie psichiche e comportamentali, come le varianti del disturbo fobico, ossessivo, compulsivo e le differenti forme di disturbi del comportamento alimentare, quali anoressia, bulimia-vomiting, binge eating, depressione etc.etc

[continua…]

Leggi tutti i nostri articoli dello speciale psicoterapia breve strategica.

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