San Valentino 2010, festa degli innamorati o puro consumismo?

di Valeria Del Treste 2

 Soprattutto tra i vip con i loro lussuosissimi regali per molti è spontaneo  associare il giorno di San Valentino ai suoi aspetti prettamente consumistici, considerandolo principalmente come un’occasione per scambiarsi doni e niente altro; secondo voi il San Valentino 2010 sarà la festa degli innamorati o l’ennesimo invito all’acquisto?

Su questo esistono opinioni discordanti, tuttavia il romanticismo non è del tutto finito e sono ancora molte le persone che credono nella magia del San Valentino come un’occasione in più per dimostrare il nostro amore e dedicarci interamente al partner e lo dimostrano i diversi modi di festeggiare la festa degli innamorati. Infatti San Valentino non è solo un modo per scambiarsi i regali, ma si sta allargando la tendenza a sostituire il dono materiale con momenti di relax, dal semplice massaggio al pacchetto benessere o al contrario con il regalare esperienze che assicurano emozioni forti e cariche di adrenalina, o infine i weekend all’insegna dello scii e del divertimento.
Questo è lo spirito del San Valentino, che può essere festeggiato nei modi più svariati ma con un’unica regola fissa: stare bene con la persona che amiamo. Non parliamo solo delle giovani coppie ma anche delle relazioni più mature, come sostiene la psicologa Paola Vinciguerra, direttrice dell’Eurodap (Associazione europea disturbi da attacchi di panico) ; secondo la dottoressa Vinciguerra il giorno di San Valentino rappresenta un’ottima occasione per riallacciare le coppie di mezza età che stanno vivendo un periodo di crisi. In particolare sostiene che non è affatto produttivo non festeggiare la festa degli innamorati ritenendola una cosa “da ragazzi” ma al contrario approfittarne per rinvigorire e ristabilizzare la relazione tra i due partner, allo stesso modo non dobbiamo dare per scontato le nostre dimostrazioni affettive verso l’altro ma cercare di stupirlo e farlo innamorare ogni giorno, in particolare il 14 febbraio, in modo da trasformare quella che talvolta rappresenta la fonte di problemi ed apprensioni in energia da utilizzare nelle situazioni esterne.

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