Avete sempre fame? La sazietà è legata allo stato d’animo

di Francesco Russo Commenta

 

 

Quanti di noi non hanno problemi di linea? Quanti non combattono quotidianamente con l’ago della bilancia pensando “potrò fare uno strappo alla regola senza poi pentirmene amaramente”?. Questo perché molto spesso pranziamo ed abbiamo ancora fame. Ma perché? Molti hanno provato a definire da cosa è costituito il senso di sazietà e quali fattori lo influenzano. In dietologia, infatti, l’indice di sazietà è un tentativo di misurare, a priori e in termini quantitativi, la capacità che un certo cibo ha di saziare.

 

Ad esempio, Roberto Albanesi, che dal 1987 si occupa di Well-being (una scienza che abbina una corretta visione della vita, attività fisica e una sana alimentazione per un benessere duraturo), definisce il senso di sazietà come l’inverso della quantità massima in calorie che un soggetto a digiuno da almeno tre ore può assumere prima di sentirsi sazio. Ma la risposta alle motivazioni reali del senso di sazietà sembra arrivarci dall’America.

 

 

Uno studio condotto dalla Yale University afferma che è colpa del nostro stato d’animo. Ebbene sembra essere così: il modo in cui ci si sente può determinare il livello di soddisfazione dopo i pasti. La grelina è l’ormone che stimola in noi l’appetito e genera la sensazione di fame. In pratica, quando i livelli dell’ormone nell’organismo aumentano, generalmente intorno ai pasti, noi abbiamo fame. Più elevati sono i livelli, più si ha fame. E lo studio, apparso sulla rivista “Health Psychology”, ha analizzato proprio i livelli di grelina. Gli studiosi hanno utilizzato uno stratagemma geniale: hanno offerto ai volontari dei milkshake da 380 calorie. Ad alcuni hanno detto che le calorie erano 620, ad altri che erano 140. Chi ha bevuto il milkshake che credeva fosse ipercalorico, ha avuto un rapido calo della grelina.

 

 

Chi invece pensava di bere quello a basso contenuto calorico ha mantenuto lo stesso livello di ormone. Insomma, il potere della nostra mente sembra essere molto forte, al punto tale da poter influenzare la sensazione di sazietà. Ingannando il cervello con uno stratagemma, gli studiosi del dipartimento di Psicologia di Yale hanno dimostrato come l’essere sazi dipende da quello che le persone credono di consumare, piuttosto che da quello che stanno davvero consumando. Se proviamo a pensarci un attimo anche noi sembra essere proprio così. A voi quante volte è capitato?

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