Sindrome del nido vuoto, quando i figli vanno via

di Paola P. Commenta

Quella della casa che si svuota, a seguito dei figli che vanno via, ormai adulti, a vivere da soli, è un’esperienza che per alcuni genitori e coppie è vissuta in maniera molto dolorosa, specie se il legame e l’intesa, la vita familiare, erano molto affiatati e consolidati. C’è chi va in depressione ed arriva purtroppo a separarsi, sentendo di non avere più nulla da condividere con il partner. E’ una sensazione triste che spesso esacerba le crisi e le tensioni preesistenti nei coniugi.

A volte il disagio è dovuto al diverso modo di affrontare l’allontanamento dei figli. C’è chi trova maggiore tempo per se stesso, per i propri hobby, per la vita sociale o il lavoro, e c’è chi invece rimane fermo, incapace di reagire e di riempire quel vuoto. Gli esperti suggeriscono di affrontare questo momento cruciale per un rapporto d’amore che va avanti da anni, coltivando degli interessi nuovi, comuni, una passione di entrambi da condividere nel tempo libero, dal giardinaggio ai viaggi alla palestra all’uscire con gli amici, un modo per riemergere insieme.

Utile anche che il cambiamento sia positivo nell’ambiente di casa, ovvero dare un tocco di novità e rinnovamento. Non necessariamente bisogna appropriarsi della camera del figlio per i propri hobby ad un giorno dalla partenza ma gradualmente introdurre delle modifiche, degli oggetti nuovi e destinarla ad un altro uso per evitare di soffrire vedendo tutto inalterato ma senza i figli.

Accettare il cambiamento e trovare un equilibrio nuovo in due pensando però che i figli avranno sempre bisogno dei genitori, moralmente, del loro supporto e dunque è il caso di rimanere sereni e forti proprio per garantirgli una maggiore stabilità emotiva in un momento in cui stanno affrontando una vita da soli, proprio come vale per madri e padri, ed hanno un nido altrettanto vuoto da riempire di punti saldi e certezze.

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