
Per molto tempo si è creduto che il linguaggio fosse elaborato nella parte posteriore della corteccia uditiva, dove vengono elaborati tutti i suoni, meglio conosciuta come area di Wernicke, dal nome del neurologo tedesco che per primo propose quest’area cerebrale già alla fine del 1800 basandosi sui suoi studi nelle paralisi cerebrali e negli ictus.
Empatia, la capacità di mettersi nei panni degli altri, avvertendo cosa provano più o meno intensamente, anche solo per un momento vedere quanto sta accadendo dal punto di vista di chi lo subisce, sperimentando le stesse emozioni ed uscendo da questo esercizio di comprensione migliorati, più tolleranti e maggiormente disponibili all’apertura, all’interazione sociale più completa che esista, quella che ci trasforma da semplici spettatori a partecipanti dei sentimenti altrui. Oggi gli studi sull’empatia si stanno concentrando sulle capacità empatiche, più o meno sviluppate di studenti, animali, in rapporto al passato, rilevando che siamo tutti un po’ meno empatici.
Autostima: la luce in fondo al tunnel del non credersi, non essere e non fare mai abbastanza, convinzioni che negli ultimi anni sono divenute un’ossessione. Manuali, corsi, esercizi spuntano in ogni dove perché accrescere, migliorare e mantenere alti i livelli di fiducia in se stessi è vista come la panacea di tutti i mali che insidiano il nostro equilibrio psicofisico. Eppure, secondo quanto afferma Kristin Neff (autrice di