Tic nervosi, cosa significano?

di E. Negri 1

Chi di noi non si è mai mangiato le unghie o non ha mai giocato nervosamente con i capelli? I Tic nervosi sono disturbi molto frequenti: sebbene non siano considerati gravi, spesso possono causare un forte fastidio e imbarazzo a chi li ha.

Eppure se un gesto ripetuto e inopportuno viene manifestato in contesto non adatto come il lavoro o durante l’esposizione ad una conferenza l’immagine del soggetto ne viene lesa, accentrando l’attenzione su di esso in negative.
I più comuni sono ammiccamenti, torsioni del collo, alzate di spalle, smorfie del viso, colpi di tosse, schiarimenti di voce. Ma cosa significano realmente questi segnali del nostro corpo?

Arrotolarsi i capelli o toccare ripetutamente delle cose in mano sono dei modi per scaricare energia interna e trasformarla in gestualità. Ogni gesto può avere un riferimento: arrotolarsi i capelli nervosamente e frequentemente ad esempio ci riporta all’infanzia, è un atteggiamento tipico dei bambini che cercano costantemente dei movimenti che ricordano il cullars o il coccolarsi.

Un esempio estremamente diffuso consiste nello schiacciare in modo ricorrente uno degli occhi: è un movimento causato dall’inconscio e che esprime spesso un senso di disagio. Il soggetto non è consapevole mentre lo fa e il movimento non si può bloccare, se la persona si sforza riesce per poco e, in seguito, peggiora.

Mordicchiare una penna o mangiarsi sempre le unghie, invece, sono gesti di tipo aggressivo che segnalano una rabbia non esplicitata con le parole: i nostri sentimenti quindi vengono a galla grazie alla gestualità.

Una grande parte delle persone che soffrono di questi tic sono caratterizzati da un atteggiamento particolarmente esigente nei propri confronti: spesso infatti hanno delle norme interiori rigide e si vietano di esprimere pensieri o sentimenti in altro modo. Per migliorare il disturbo è consigliabile quindi riflette sul perché le nostre emozioni tendono a riaffiorare, nonostante la nostra volontà. Siamo sicuri di voler essere cosi severi con noi stessi? Dobbiamo quindi interrogarci su cosa si pensa in quel momento e cosa si prova. Quali sono i miei sentimenti in questo momento? Perché mi sento così? Come posso esprimere meglio i miei pensieri più profondi?

Ai tic, infatti, si uniscono spesso sentimenti di imbarazzo, inadeguatezza e frustrazione in seguito al rifiuto degli altri o all’ansia per la paura che questi insorgano in pubblico.

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