Abuso psicologico, come dire sempre no

di Valentina Cervelli Commenta

L’abuso psicologico nei confronti di una persona è da ritenere grave tanto quanto quello fisico: in entrambi i casi prima si reagisce e prima (e meglio) si ricomincia a vivere. Allontanarsi da situazioni poco piacevoli in questo caso diventa basilare.

Lottare contro il gaslighting

Il gaslighting è una delle forme di abuso psicologico più crudeli che una persona possa applicare su un’altra: attraverso la manipolazione mentale si porta infatti l’individuo a sentirsi meno di niente. Non è difficile riconoscere chi è vittima di questo abuso, dato che si manifesta una sintomatologia psicologica e comportamentale ben precisa. Eccola:

  • Si è vittima di costanti ripensamenti ed indecisioni
  • Ci si chiede se non si reagisce troppo sensibilmente a ciò che si vive e come si viene trattati
  • Ci si sente confusi ed è necessario molto tempo per prendere decisioni, anche semplici
  • Ci si trova a chiedere scusa di continuo
  • Non si riesce a capire perché si è così infelici
  • Ci si scusa spesso per i comportamento del partner
  • Ci si sente inutile
  • Ci si sente cattivi e mai abbastanza buoni nei confronti degli altri
  • Si ha l’impressione di aver perso la felicità passata
  • Non si rivela nulla ad amici e parenti in modo da non dover spiegare nulla.

In poche parole ci si sente sbagliate e senza valore.

Come reagire all’abuso psicologico

Reagire all’abuso psicologico passa per il rendersi conto di essere abusati: non è facile perché ci si sente di non essere mai abbastanza e di no essere in grado di fare nulla. La realtà dei fatti, è importante da comprendere, non è la sensazione che si prova. Quando le persone che dovrebbero volerci bene, o il nostro capo ci manipolano per annichilirci e farci fare quello che vogliono, quello è abuso psicologico. Quando le persone attorno a noi puntano a non farci sentire a nostro agio con noi stessi o il nostro corpo, quello è abuso psicologico. Rendersi conto di tutto questo è il primo passo per reagire. Il secondo è quello di chiedere aiuto: ad uno psicologo in qualsiasi caso, ad un consulente famigliare o matrimoniale se si pensa che tale abuso sia “involontario“. Ad amici e famiglia se si è chiusi in un rapporto non equilibrato e si necessita di uscirne fuori prima che la situazione degeneri.

Bisogna pensare a se stessi ed alla propria salute mentale, trovando qualcuno che sia in grado di aiutare le vittime a comprendere che in loro non c’è nulla di sbagliato.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>