Ansia e depressione spingono i giovanissimi all’alcool

di Luca Fiorucci Commenta

ansia-depressione-spingono-giovani-alcool-I giovani iniziano sempre prima ad avvicinarsi all’alcool o, anche, al consumo di droghe; secondo una ricerca condotta da Carolyn Mc Carthy del Seattle Children’s Research Institute assieme ad altri studiosi della University of Washington e della Seattle University, a spingere i giovanissimi verso l‘alcool sarebbero, spesso, problemi di ansia e depressione, mentre l’avere un buon rapporto con i genitori o anche con un insegnante può ridurre tale rischio.

Nello studio, condotto analizzando un campione di dati riguardanti 521 ragazzi delle scuole pubbliche di Seattle,si è visto infatti che i giovani che iniziano ad usare alcool o altre droghe prima della sesta classe mostrano un livello assai più alto di sintomi depressivi. La depressione, in questi casi, può essere sia la conseguenza di un uso di alcool eccessivamente precoce sia un fattore di rischio che può spingere i ragazzi a tale uso precoce.
I giovani che, invece, mostrano un certo attaccamento ai genitori e alla famiglia sono meno a rischio di un consumo precoce di alcool, così come quelli che hanno sviluppato un buon rapporto con un insegnante.La professoressa Mc Carthy, in proposito, ha spiegato: “Sapevamo che gli insegnanti di scuola media sono importanti nella vita dei giovani, ma questo è il primo studio condotto sui dati che mostra che il sostegno dei professori è associato a più bassi livelli di uso precoce di alcool”.
I ragazzi che sono ancora molto attaccati ai genitori possono sviluppare ansia da separazione, ma sono comunque meno facilmente influenzabili dai cattivi comportamenti dei coetanei, compresi i comportamenti consistenti nello sfidare i rischi, come può essere l’abuso di alcolici. La dottoressa Mc Carthy ha spiegato:

“Gli adolescenti in generale cercano nuove sensazioni od esperienze e assumono più rischi quando sono con i coetanei. I giovani con i sintomi di ansia da separazione sarebbero protetti in virtù del loro intenso legame con i loro genitori, che rende loro meno probabile trovarsi in situazioni dove è possibile l’iniziazione all’uso di sostanze”.

Secondo la professoressa Mc Carthy, la prevenzione all’uso di alcoolici va quindi indirizzata su più livelli, da una parte controllando il livello di stress dei giovanissimi, dall’altra facendo “sintonizzare” genitori e insegnanti sullo stato mentale dei ragazzi. La dottoressa Mc Carthy offre alcuni suggerimenti ai genitori su come fare ciò: sapere dov’è il proprio figlio, e cercare di controllare dove va; conoscere gli amici del ragazzo e le persone con cui passa il tempo; aiutare il proprio figlio a sentirsi in buoni rapporti con gli adulti a scuola; gli insegnanti, inoltre, dovrebbero aver sviluppato le capacità di gestione dello stress.

Foto Credits/Thirteen of Clubs su Flickr

Luca Fiorucci

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