Declino cognitivo, l’attività fisica e mentale lo rallentano

di Gianluca Molinaro Commenta

 

ll deterioramento cognitivo lieve, conosciuto con l’acronimo MCI (dall’inglese: mild cognitive impairment), è una diagnosi che viene fatta agli individui che presentano deficit di natura cognitiva che sono superiori rispetto a quelli che statisticamente si possono attendere per la loro età e istruzione, ma che non interferiscono in maniera significativa con le loro attività giornaliere. Questa condizione è considerata come uno spartiacque, o stato di transizione, tra l’invecchiamento normale e la demenza.Secondo una ricerca condotta presso l’Università del New South Wales (UNSW) e pubblicata su PLoS One, una persona su quattro che presenta il mild cognitive impairment torna, in maniera naturale, ad avere livelli cognitivi ritenuti nella norma e questi risultati contrastano con una credenza diffusa secondo la quale il deterioramento cognitivo non si arresta. Il primo autore della ricerca, il professor Perminder Sachdev, sostiene che sebbene non sia possibile prevedere con sicurezza chi rientrerà da tale condizione ci sono degli indicatori che permettono di predire chi ha una maggiore probabilità di farlo. Tra questi indicatori gli autori citano il controllo della pressione arteriosa alta, l’essere fisicamente e mentalmente attivi, una maggiore apertura alle esperienze ed una personalità flessibile.

Il professor Sachdev, codirettore dell’ UNSW’s Centre for Healthy Brain Ageing (CHeBA), ha dichiarato:

“Sembra che sia l’attività di arricchimento mentale e l’esercizio fisico possono essere fattori molto importanti”

Allo studio hanno partecipato 223 persone di età compresa tra i 71 e gli 89 anni, a cui era stato diagnosticato un decadimento cognitivo lieve (MCI).  A tutti i soggetti sono stati somministrati una serie di test per misurare il funzionamento del cervello, incluse prove di memoria e di linguaggio. Dopo un periodo di due anni i ricercatori hanno osservato come su 223 persone esaminate, 66 erano tornate ad avere prestazioni cognitive nella norma, rispetto alle variabili esaminate.

Il professore Sachdev è convinto che il cervello ottiene benefici dall’esercizio fisico e mentale il quale offre anche molti effetti indiretti, come la riduzione dell’obesità e della pressione sanguigna e il controllo del diabete, fattori che, tra l’altro, risultano associati con il declino cognitivo.

Foto Credits | Life Mental Health on Flickr

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>