Stalking, perseguitato dalla madre: scopriamone di più

di Paola P. Commenta

 Stalking materno, sentirsi perseguitati dalla propria madre, denunciarla, ottenere un ammonimento per lei dal questore e poi vedersi negare il provvedimento dal Tar: i complessi legami familiari non possono essere assimilati al reato persecutorio. E’ accaduto a uno studente di Vigevano, la mamma lo chiamava di continuo, in maniera ossessiva, gli spediva corrispondenza non gradita, lo aspettava addirittura fuori dall’ateneo, un pedinamento che lo ha costretto a smettere di avere una vita sociale normale, abbandonando vecchie amicizie, limitando di fatto la sua libertà personale.

Per come è stata esposta inizialmente la notizia, in molti avranno pensato che il ragazzo avesse esagerato: le mamme, in fondo, si preoccupano per i figli, li seguono, a volte sconfinano anche quando sono ormai adulti, ma denunciarla addirittura! Dettaglio affatto trascurabile di questa vicenda, che dai titoli poteva sembrare simpatica, ma in realtà c’è poco da riderci sopra, è che la donna soffre di disturbi psichiatrici, un disagio che l’ha portata ad uccidere l’anziano padre otto anni fa, investendolo più volte con un’auto presa a noleggio. Tutto, a quanto sembra, per un’eredità. Stessa ragione per cui pare perseguiterebbe il figlio.

Ora immaginiamoci questo ragazzo che viene tormentato e perseguitato in maniera assillante dalla madre, un’assassina, che ha ucciso suo nonno, il suo stesso padre, e proviamo a non avere paura, a non vivere con l’angoscia costante che possa farci del male, non essendo nel pieno delle sue facoltà mentali. Ecco, ora forse ci sembra meno esagerata la denuncia del figlio che ha affermato di vivere in uno stato costante di ansia e paura.

La legge sullo stalking, però, non può essere applicata a quelle che il giudice definisce beghe familiari, conflitti interni, nemmeno nel caso in cui si tratti di persone socialmente pericolose e affette da disturbi mentali come in questo caso. Per il Tar una madre ha il diritto di informarsi su dove vive suo figlio, di chiedergli ragguagli sullo stato patrimoniale (il ragazzo voleva vendere una casa di sua proprietà), di inviargli mail. Non è stalking. Che il ragazzo abbia paura di una madre omicida, su questo non ci sono dubbi, è più che comprensibile. Che ne pensate?

[Fonte: Corriere.it]

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